Il panorama trentino delle Comunità Energetiche Rinnovabili
Il Trentino conta oggi 29 Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) operative, con una capacità complessiva pari a 7.400 kW e coinvolgendo quasi 1.400 utenze. I dati emergono dal nuovo report di Euricse, realizzato in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, che mette a sistema la situazione locale nell’ambito della mappatura nazionale delle CER.
Lo studio sottolinea come il territorio provinciale si avvalga di una radicata tradizione cooperativa: in Trentino è presente il 35% delle cooperative elettriche storiche italiane, elemento che rappresenta una base favorevole per lo sviluppo di iniziative collettive nel settore energetico. Al tempo stesso il report indica che la conformazione geografica e le specificità territoriali pongono sfide concrete alla diffusione dei progetti.
Modelli di sviluppo e contesto nazionale
Il documento di Euricse individua tre principali modelli attraverso cui si sviluppano le CER:
- iniziative a spinta pubblica;
- progetti guidati da imprese;
- esperienze avviate dai cittadini.
L’indagine ha analizzato complessivamente 597 CER registrate al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) a livello nazionale, rilevando una concentrazione territoriale significativa: il Nord-Ovest detiene il 31% delle CER, mentre il Sud e le Isole raggiungono il 30%.
| Voce | Valore (Trentino) |
|---|---|
| Comunità Energetiche attive | 29 |
| Potenza complessiva | 7.400 kW |
| Utenze coinvolte | ~1.400 |
Impatto e criticità per il territorio
Per le comunità locali le CER rappresentano strumenti concreti di autonomia energetica, con ricadute su costi, sostenibilità e coesione sociale. In Trentino il tessuto cooperativo e le esperienze delle cooperative elettriche possono facilitare la gestione e la diffusione di progetti condivisi. Tuttavia, la morfologia montana, la dispersione degli insediamenti e le reti elettriche esistenti sono fattori che richiedono soluzioni adattate alle realtà locali.
Il report evidenzia inoltre come il percorso di crescita delle CER non sia omogeneo sul territorio nazionale: aree con economie e reti infrastrutturali diverse presentano ritmi e modelli diversi di sviluppo. Per il Trentino, questo significa che politiche pubbliche, incentivi e strumenti di accompagnamento dovranno tener conto delle specificità geografiche e della già presente capacità organizzativa delle cooperative.
Cosa cambia per i cittadini e per le amministrazioni
Per le amministrazioni locali e le associazioni interessate avviare o aderire a una CER comporta una serie di passaggi tecnici e amministrativi (registrazione al GSE, progettazione degli impianti, accordi tra utenti). Il predominio di tre modelli di sviluppo indica percorsi differenti a seconda delle risorse disponibili: interventi pubblici coordinati, proposte aziendali oppure iniziative dal basso promosse dai cittadini.
In prospettiva, la crescita delle comunità energetiche potrà contribuire a migliorare l’efficienza locale, a promuovere l’uso di fonti rinnovabili e a rafforzare reti di solidarietà energetica tra abitazioni, imprese e servizi pubblici. Restano però aperte le questioni legate alla sostenibilità tecnica degli impianti nelle aree montane e alla necessità di un quadro normativo e di supporto che favorisca progetti replicabili su scala locale.
Il rapporto di Euricse fornisce così una fotografia utile per orientare le scelte future in Provincia: un punto di partenza per amministrazioni, cooperative e cittadini che vogliano trasformare le potenzialità presenti in iniziative concrete sul territorio.