La misura
È stato depositato in Aula alla Camera un emendamento al decreto legge sport che dispone la chiusura immediata delle piscine in cui i bocchettoni di aspirazione non siano a norma. La proposta, definita bipartisan e illustrata dalla commissione Cultura, interessa tutte le tipologie di impianti: pubblici, privati, aperti al pubblico e collettivi.
Perché ora
La modifica normativa nasce, secondo quanto spiegato dal sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, come risposta a una serie di episodi tragici che hanno colpito soprattutto bambini e adolescenti. L'obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la tutela dei bagnanti assicurando che l'apparato tecnologico degli impianti sia adeguato a prevenire rischi legati ai flussi di aspirazione.
"L'emendamento nasce anche alla luce degli ultimi incidenti, in modo da garantire che nelle piscine ci siano tutte le attenzioni previste dal punto di vista tecnologico"
Il contesto: tre casi recenti
Nelle ultime settimane si sono verificati tre episodi che hanno acceso il dibattito pubblico e sollecitato l'intervento legislativo.
- Un bimbo di 5 anni è morto mentre faceva il bagno in una piscina comunale a Monterotondo durante attività di un centro estivo.
- A Sestri Levante, una ragazzina di 11 anni, Alice Ferrari, è deceduta dopo essere rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione ai bagni Segesta.
- In un hotel di Milano Marittima una bambina di 4 anni, Magdalena Kaiser, è annegata in piscina.
Conseguenze per gli impianti e iter parlamentare
La norma, così come annunciata, imporrà l'obbligo di adeguamento per tutte le piscine. Se la non conformità non verrà sanata, l'emendamento prevede la chiusura dell'impianto interessato. La proposta è stata presentata in Aula nel pomeriggio, quindi accantonata e calendarizzata per la votazione del giorno successivo.
La misura, sostenuta da tutti i gruppi parlamentari e illustrata anche dalla deputata Laura Cavandoli della Lega, si colloca in un quadro di crescente attenzione verso la sicurezza negli impianti natatori e sulle responsabilità gestionali e tecniche a carico dei proprietari e dei gestori.
Rischi tecnici e prevenzione
Il fulcro del provvedimento è tecnico: evitare che i meccanismi di aspirazione o le pompe rappresentino pericoli per i bagnanti. La norma punta a obbligare controlli e adeguamenti impiantistici per ridurre la probabilità di incidenti dovuti a malfunzionamenti o a componenti non idonei.
| Luogo | Età della vittima | Data (segnalata) |
|---|---|---|
| Monterotondo (piscina comunale) | 5 anni | questa mattina |
| Sestri Levante (bagni Segesta) | 11 anni | pochi giorni fa |
| Milano Marittima (hotel) | 4 anni | di recente |
Il percorso dell'emendamento sarà attentamente seguito dalle amministrazioni locali, dai gestori degli impianti e dalle federazioni sportive, perché comporterà ispezioni tecniche e rischi concreti di sospensione dell'attività in mancanza di interventi di adeguamento.
La discussione parlamentare e la successiva votazione chiariranno tempi e modalità di entrata in vigore delle misure, ma il messaggio è chiaro: la sicurezza in acqua torna a essere una priorità nazionale, con regole più stringenti e la prospettiva di controlli serrati sugli impianti.