Un confronto operativo sul Decreto Nordio
Questa mattina presso la sede del SerD di Catanzaro si è tenuto un tavolo di lavoro che ha visto la partecipazione di professionisti del servizio pubblico e rappresentanti del privato sociale per esaminare le ricadute pratiche della Legge 140/2026 (nota come Decreto Nordio). L'incontro ha avuto carattere operativo con l'obiettivo di valutare come tradurre nella pratica i nuovi profili normativi relativi alla detenzione domiciliare e ai percorsi di recupero riservati a detenuti affetti da tossicodipendenza o alcoldipendenza.
Si è svolto questa mattina, nella sede del SerD di Catanzaro, un tavolo di lavoro che ha riunito professionisti del servizio pubblico e rappresentanti del privato sociale per analizzare in profondità il nuovo Decreto Nordio.
Per l'Asp di Catanzaro hanno partecipato Giulia Audino e Valeria Castagna, mentre per le principali realtà del terzo settore attive sul territorio sono intervenuti i rappresentanti del Centro Calabrese di Solidarietà e di Progetto Sud. In rappresentanza del Centro Calabrese di Solidarietà erano presenti Isolina Mantelli, Maria Concetta Genovese, Vittoria Scarpino e Moreno Galentino; per Progetto Sud hanno partecipato Roberto Gatto e Massimo Vaccaro.
Contenuti pratici e obiettivi del tavolo
L'incontro si è concentrato sulle modalità operative con cui la nuova cornice normativa può essere trasformata in percorsi terapeutici efficaci. Gli ambiti di discussione hanno riguardato la gestione dei casi eleggibili per la detenzione domiciliare, i criteri per l'accesso ai programmi di recupero e il raccordo tra servizi sanitari pubblici e strutture del privato sociale.
- Verifica dei criteri di inserimento nei percorsi alternativi alla detenzione;
- Modalità di collaborazione tra SerD e comunità terapeutiche;
- Organizzazione di percorsi personalizzati per utenti con dipendenze da sostanze o alcol.
Implicazioni sul territorio di Catanzaro
Per la provincia di Catanzaro la discussione assume valore concreto: la definizione di procedure condivise è infatti determinante per evitare ritardi nell'attivazione dei percorsi di cura e per garantire continuità assistenziale a persone residenti sul territorio. La collaborazione tra Asp e terzo settore è stata messa al centro del confronto come elemento chiave per assicurare che le misure previste dalla legge trovino applicazione effettiva e non restino solo indicazioni normative.
| Partecipanti | Ruolo / Organizzazione |
|---|---|
| Giulia Audino | SerD - Asp di Catanzaro |
| Valeria Castagna | SerD - Asp di Catanzaro |
| Isolina Mantelli, Maria Concetta Genovese, Vittoria Scarpino, Moreno Galentino | Centro Calabrese di Solidarietà |
| Roberto Gatto, Massimo Vaccaro | Progetto Sud |
Nel corso dell'incontro è emersa la necessità di percorsi strutturati che prevedano strumenti di valutazione clinica condivisi e forme di monitoraggio che tengano conto delle specificità locali: dalla disponibilità di posti nelle comunità terapeutiche alla capacità di integrazione con i servizi sociali territoriali. L'approccio pratico evidenziato oggi punta a definire protocolli operativi e a programmare azioni di formazione e coordinamento tra operatori.
I prossimi passi indicati dai partecipanti consistono nel proseguire il lavoro di approfondimento tecnico per tradurre la legge in procedure operative e nell'avviare, nel breve termine, un confronto stabile tra SerD, comunità terapeutiche e altre realtà del terzo settore per predisporre linee guida condivise applicabili a Catanzaro e alla sua provincia.
Per i cittadini, la posta in gioco riguarda la qualità e la tempestività delle risposte terapeutiche per le persone con dipendenze, nonché l'efficacia delle misure alternative alla detenzione previste dalla nuova normativa. Per il sistema dei servizi locale il confronto avviato oggi rappresenta una fase decisiva per evitare disallineamenti procedurali e per garantire percorsi di cura effettivi e coordinati.