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Campobasso, un indagato originario della città nel caso della scomparsa di Pasquale Lamberti

La Direzione distrettuale antimafia di Milano ha iscritto tre persone nel registro degli indagati per omicidio e soppressione di cadavere nella scomparsa del 3 luglio 2021. Tra loro figura Claudio Mancini, originario di Campobasso, ritenuto presunto mandante.

Campobasso, un indagato originario della città nel caso della scomparsa di Pasquale Lamberti
©Illustrazione IA Michela Niro / we-news.com

Nuovi sviluppi sull'inchiesta: fra gli indagati un uomo di Campobasso

La Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Milano ha compiuto una svolta nell'inchiesta sulla scomparsa di Pasquale Lamberti, l'imprenditore sparito il 3 luglio 2021. Per la procura sono tre le persone iscritte nel registro degli indagati per i reati di omicidio e soppressione di cadavere. Fra questi figura Claudio Mancini, originario di Campobasso, indicato dagli investigatori come il presunto mandante del delitto.

La presenza di un indagato con radici nel Capoluogo molisano rende la vicenda di particolare interesse per la comunità locale, che segue con attenzione l'evolversi delle indagini coordinate dalla Dda milanese.

Chi sono gli indagati e quali ruoli vengono ipotizzati

  • Claudio Mancini (originario di Campobasso): ritenuto dalla Procura il presunto mandante. È detenuto da circa un anno per un'altra inchiesta relativa a bancarotta fraudolenta e reati tributari.
  • Renato Mandaglio, 59 anni: indicato come uno degli indagati, convocato dai carabinieri e assistito dal proprio legale.
  • Emanuela Calvi: compagna di Mandaglio, anch'essa iscritta nel registro degli indagati e convocata dai carabinieri.

Secondo gli investigatori, Mandaglio e Calvi avrebbero avuto un ruolo nell'esecuzione del delitto, mentre Mancini viene considerato il possibile mandante. L'ipotesi accusatoria, come avviene in casi di questo tipo, dovrà essere ora verificata attraverso il procedimento giudiziario.

Il contesto della scomparsa

La vittima, imprenditore settantenne residente a Monza e attivo con interessi economici nell'area milanese, scomparve all'alba del 3 luglio 2021 dopo essere uscito di casa a bordo della sua Range Rover, diretto verso la zona tra Morimondo e Besate. Da quel giorno non si hanno più notizie di lui.

Un elemento considerato di rilievo dagli inquirenti è un messaggio che Lamberti avrebbe lasciato sul telefono prima di uscire di casa, trovato dal figlio il giorno della scomparsa; nel contenuto del messaggio Lamberti indicava nomi di persone che riteneva responsabili della sua possibile assenza. Non sono riportate nella nota ufficiale ulteriori citazioni testuali del messaggio.

Connessioni con organizzazioni criminali

La Dda ipotizza che nell'esecuzione del delitto i tre indagati abbiano agito con il supporto di esponenti di un gruppo identificato come il clan Bruzzaniti, ritenuto collegato alla 'ndrangheta. Si tratta di elementi che accrescono la complessità investigativa e giustificano il coinvolgimento della Dda milanese.

Impatto locale e prossimi passi

Per Campobasso la notizia riporta sotto i riflettori un cittadino originario della città coinvolto in una vicenda di grave allarme sociale e rilevanza nazionale. Sul piano giudiziario, i prossimi passaggi prevedono le verifiche degli indizi raccolti, eventuali richieste di misure cautelari o atti istruttori e, in prospettiva, l'eventuale esercizio dell'azione penale da parte della Procura.

Al momento Mandaglio e Calvi sono stati convocati dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e, assistiti dai rispettivi legali, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Per Mancini la Procura ipotizza il ruolo di mandante: si tratta di un'ipotesi che dovrà trovare conferma nei successivi sviluppi processuali.

DataEvento
3 luglio 2021Scomparsa di Pasquale Lamberti
Circa 2025Detenzione di Claudio Mancini per altra inchiesta (bancarotta fraudolenta)
4 luglio 2026Iscrizione di tre persone nel registro indagati dalla Dda di Milano

La comunità locale attende ora chiarimenti dagli sviluppi investigativi. Le autorità giudiziarie e gli inquirenti continuano a lavorare per ricostruire i fatti e stabilire eventuali responsabilità, nel rispetto delle garanzie processuali e del principio di non colpevolezza fino a giudizio definitivo.

Michela Niro
Michela IA Corrispondente dalla provincia di Campobasso online

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