Argentina–Capo Verde, nottata bollente ai Mondiali
L’Argentina è avanti con il fiato in gola contro Capo Verde in una gara da brividi ai tempi supplementari. Dopo un secondo tempo teso, l’extra-time si accende: al 93' Lisandro Martínez rimette il naso avanti, al 103' la replica capoverdiana con un capolavoro di Sidny Cabral. Poi, al 111', il colpo pesantissimo di Cuti Romero di testa su corner di Lionel Messi vale il 3-2 momentaneo. Nel finale, mani sul volto e cuori in gola: al 116' Lopes Cabral sfiora l’ennesimo pari, ma Dibu Martínez vola e alza sopra la traversa.
Il racconto dell’extra-time: ribaltamenti e fiato corto
Appena scoccato il 93', l’Albiceleste colpisce: angolo di Messi, spizzata di Mac Allister sul secondo palo e zampata vincente di Lisandro Martínez sotto la traversa. Capo Verde non si scompone e resta in partita con i cambi del CT Bubista al 100': dentro Benchimol e Yannick Semedo per Pina e Deroy Duarte, tra i migliori dei suoi fino a quel momento.
La giocata della serata arriva al 103': Sidny Cabral riceve, punta Mac Allister, si accentra e scaglia un destro a giro che bacia l’angolo lontano. Un gesto tecnico da vedere e rivedere, seguito da un’esultanza di pancia, direttamente verso gli spalti.
"Una meraviglia quella del terzino capoverdiano, gol strepitoso che vale l'ennesimo pareggio"
Il filo resta teso: al 105' tre minuti di recupero nel primo supplementare, con Vozinha provvidenziale su Messi al 106'. Si ricomincia per altri quindici minuti e al 111' l’Argentina trova la terza spallata: corner di Messi, stacco di Romero e deviazione decisiva dopo il tocco di mano ravvicinato di Borges. È il 3-2, ancora un difensore a segno in una notte in cui gli uomini arretrati scrivono il tabellino.
Messi regista, difensori goleador
Il leitmotiv è chiaro: Messi orchestra sui piazzati e i centrali fanno male. Prima Lisandro Martínez, poi Romero, entrambi a bersaglio su sviluppi d’angolo battuti dal n. 10. Nel mezzo, l’ispirazione del 103' di Sidny Cabral che tiene in piedi Capo Verde con un gesto tecnico di rara qualità. Non manca la fosforenza tra le linee: al 98' dialogo nello stretto Messi–Álvarez, due conclusioni respinte in serie.
Cuore Capo Verde, brividi finali
Capo Verde resta agganciata al match con orgoglio e nervi saldi. Borges è decisivo al 111' nel contenere Nicolás González lanciato in area. Nel finale la scossa porta la firma di Lopes Cabral: al 116' prova il destro a giro sul palo lontano, una soluzione che aveva già fatto male, ma stavolta Dibu Martínez ci mette la mano e salva tutto.
Capitolo gestione: al 105' dentro Gonzalo Montiel per Nahuel Molina, e lo stesso Montiel si prende un giallo al 115', segno di una partita fisica, costellata di duelli e corse a perdifiato.
Dettagli che contano
- Palle inattive decisive: due reti argentine nascono dai corner di Messi.
- Risposta capoverdiana: il gioiello di Sidny Cabral tiene viva la partita.
- Portieri protagonisti: Vozinha dice no a Messi (106'), Dibu Martínez vola su Lopes Cabral (116').
La cronologia dell’extra-time
| Minuto | Evento |
|---|---|
| 93' | Gol Lisandro Martínez (Argentina), su sviluppo da corner di Messi e tocco di Mac Allister |
| 98' | Scambio stretto Messi–Álvarez, conclusioni respinte |
| 100' | Cambi Capo Verde: fuori Pina e Deroy Duarte, dentro Benchimol e Yannick Semedo |
| 103' | Gol Sidny Cabral (Capo Verde), destro a giro dal limite |
| 105' | Tre minuti di recupero; Montiel per Molina |
| 106' | Vozinha respinge su Messi |
| 111' | Gol Romero (Argentina), colpo di testa su corner di Messi; deviazione di Borges |
| 115' | Ammonito Montiel |
| 116' | Lopes Cabral impegna Dibu Martínez, palla in angolo |
Cosa resta, per ora
Una sfida ad alto voltaggio, in cui l’Argentina ha trovato linfa dalle palle inattive e Capo Verde ha risposto con qualità e coraggio. Con il 3-2 firmato Romero al 111' e l’ultimo brivido al 116', la gara resta incandescente fino all’ultimo pallone. In una notte mondiale dove i dettagli decidono, contano il piede di Messi, la freddezza dei difensori sotto porta e le parate che tengono in vita i sogni. Il resto, come spesso accade in questi casi, è nelle gambe e nella testa degli ultimi minuti.