Firmato il patto per la sicurezza: cos'è previsto e chi ci sta
In Prefettura ad Ancona è stato sottoscritto il "Patto per la sicurezza urbana e la promozione e attuazione di un sistema di sicurezza partecipata e integrata", un accordo che mira a potenziare gli strumenti di prevenzione e la collaborazione tra istituzioni, forze dell'ordine e soggetti privati. L'incontro, presieduto dal prefetto Maurizio Valiante, ha visto la partecipazione del sindaco Daniele Silvetti, del questore Cesare Capocasa e del presidente della Regione Francesco Acquaroli, oltre a rappresentanti delle associazioni di categoria.
Le misure indicate nel protocollo toccano più ambiti: dall'ampliamento del sistema di videosorveglianza alla creazione di servizi interforze con la polizia locale, fino a interventi di rigenerazione e riqualificazione degli spazi pubblici dove si concentrano criticità sociali. L'obiettivo dichiarato è migliorare la prevenzione, sostenere l'attività investigativa e aumentare la percezione di sicurezza e vivibilità nei quartieri.
Le novità operative
- Videosorveglianza: è prevista la partecipazione anche del mondo economico-produttivo, che potrà mettere a disposizione impianti privati, nel rispetto della normativa sulla privacy e tutela dei dati.
- Servizi interforze: rafforzamento delle attività coordinate tra polizia locale e forze dell'ordine per un presidio più capillare del territorio.
- Rigenerazione urbana: interventi mirati su spazi pubblici ritenuti critici per ridurre le condizioni che favoriscono comportamenti illeciti.
"Potenziare un po' la sicurezza del territorio, di cui siamo abbastanza soddisfatti per la tenuta, ma soprattutto per garantire una migliore vivibilità" — ha detto il prefetto Maurizio Valiante.
Il prefetto ha sottolineato che la videosorveglianza condivisa non serve solo come deterrente, ma anche come strumento utile per le indagini, sempre compatibilmente con le garanzie sulla privacy. Sul piano sociale, il protocollo intende affrontare tematiche legate al fenomeno migratorio e al disagio giovanile, riconoscendo che la sicurezza passa anche da politiche di inclusione e prevenzione.
Il punto di vista del Comune
Il sindaco Silvetti ha definito il patto «un segnale forte per integrazione e coesione sociale», richiamando l'importanza di misure che vadano oltre il controllo del territorio: «La scuola, l'informazione, l'emancipazione dei giovani ma soprattutto delle donne... sono fondamentali per creare condizioni di pace sociale», ha osservato, ricordando che il 16% della popolazione cittadina è di origine straniera e che l'integrazione è parte della strategia per ridurre la dispersione scolastica e favorire l'accesso ai servizi essenziali.
| Ambito | Azione prevista | Soggetti coinvolti |
|---|---|---|
| Videosorveglianza | Condivisione impianti privati e ampliamento rete | Prefettura, forze dell'ordine, imprese |
| Servizi interforze | Cooperazione Polizia Locale e forze statali | Questura, Comando Polizia Locale |
| Rigenerazione urbana | Riqualificazione spazi pubblici critici | Comune, associazioni |
Per i residenti di Ancona le ricadute concrete saranno legate alla maggiore presenza e coordinamento delle pattuglie sul territorio, all'uso integrato dei sistemi di sorveglianza e ai progetti di recupero di aree pubbliche. Rimane da chiarire il calendario operativo degli interventi, le modalità tecniche di integrazione tra impianti privati e pubblici e le risorse stanziate per gli interventi di rigenerazione.
Il patto rappresenta comunque un atto politico e amministrativo che punta a trasformare la sicurezza da mero presidio delle forze dell'ordine in un insieme di politiche pubbliche coordinate, con l'obiettivo dichiarato di migliorare la qualità della vita e la coesione sociale nella città.