Contenzioso per il saldo dei lavori alla falesia del Cardeto
Si è trasformata in una vertenza giudiziaria la riqualificazione della falesia del Cardeto completata nel 2023: l’impresa che aveva vinto l’appalto ha infatti citato il Comune di Ancona sostenendo di non aver ricevuto il pagamento del saldo previsto per l’intervento di messa in sicurezza. Palazzo del Popolo, tuttavia, sostiene di aver bloccato la liquidazione perché mancherebbero le verifiche documentali che attestino il pagamento dei subappaltatori, obbligatorie per legge.
Nel 2023 l’intervento, finanziato con risorse del PNRR, ha interessato un tratto emblematico della costa anconetana sotto il parco del Cardeto. I lavori hanno compreso la posa di reti paramassi, la chiodatura dei costoni rocciosi e la realizzazione di un cordolo in cemento armato sulla sommità della falesia, misure ritenute necessarie per aumentare la stabilità del costone.
Secondo il Comune, l’appaltatore principale, una società con sede all’Aquila, non avrebbe ancora prodotto la documentazione che comprovi l’avvenuto saldo delle fatture dei subappaltatori. Senza tali attestazioni gli uffici tecnici ritengono di non poter procedere al bonifico finale. L’impresa aquilana ha tuttavia rivolto al giudice la richiesta di ottenere quanto dovuto.
- Valore dell’appalto: €1,1 milioni + IVA
- Finanziamento: risorse PNRR
- Interventi eseguiti: reti paramassi, chiodatura, cordolo in cemento
Alle tensioni attuali si somma un precedente che pesa sulle decisioni di Palazzo del Popolo: nel corso dello stesso appalto un subappaltatore sardo aveva già denunciato il mancato pagamento delle prestazioni. In quella circostanza il Comune, considerato solidalmente obbligato, dovette accettare un accordo transattivo per chiudere il contenzioso, con un esborso a carico delle casse comunali. Per evitare di ripetere quella situazione, gli uffici del Comune chiedono ora garanzie formali che dimostrino l’avvenuto pagamento a tutti gli operatori coinvolti prima di procedere con il saldo finale all’appaltatore principale.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Anno appalto | 2023 |
| Importo | €1,1 milioni + IVA |
| Finanziamento | PNRR |
| Durata linea temporale | lavori conclusi (anno 2023) |
Il contenzioso apre più questioni concrete per la città. Sul piano della sicurezza, i lavori di stabilizzazione del costone sono già stati eseguiti e completati; la controversia riguarda quindi soprattutto l’aspetto amministrativo e finanziario: la corretta gestione dei flussi di pagamento tra appaltatore e subappaltatori è fondamentale quando si impiegano fondi pubblici e, in particolare, risorse europee vincolate come quelle del PNRR.
Per gli esercenti e i residenti della zona l’aspetto pratico è che l’intervento ha reso il tratto più sicuro e percorribile. Per l’Amministrazione comunale, invece, la disputa legale costituisce un richiamo alla necessità di procedure stringenti nella rendicontazione e nella verifica dei pagamenti per tutti gli appalti complessi, specialmente quando sono coinvolti più livelli di subappalto.
La causa intentata dall’impresa aquilana sarà ora esaminata dal tribunale: la decisione che ne scaturirà avrà conseguenze sia sul riconoscimento del credito dell’appaltatore sia sulla responsabilità amministrativa del Comune nel controllo dei pagamenti. Nel frattempo gli uffici comunali mantengono la posizione di non procedere al saldo fino alla ricezione delle certificazioni sui pagamenti ai subappaltatori richieste per legge.