Allarme in una frazione: tensione e petizione contro l’impianto
La proposta di realizzare un crematorio in località Bolignano, nell’area dove fino al 2005 sorgeva l’inceneritore, ha acceso nei giorni scorsi una protesta nella frazione di Candia. Sul banco dell’edicola-tabaccheria del paese è apparso un foglio che raccoglie le firme contro il progetto e, nel giro di poche ore, le adesioni hanno superato quota 100, secondo quanto riferito dagli abitanti.
Nel borgo si è inoltre costituito un gruppo di cittadini che si è dato il nome di «Respiro Comune» e che ha già partecipato all’ultima seduta del consiglio comunale portando uno striscione. La mobilitazione coinvolge esercenti e residenti e mette al centro dubbi e timori sulla qualità dell’aria, l’impatto sull’agricoltura locale e la vivibilità dei borghi limitrofi.
Opinioni dal territorio: chiari segnali di opposizione
Donatella, titolare dell’edicola dove si raccolgono le firme, spiega come l’opposizione sia diffusa:
«Qui il crematorio non ce lo vogliamo»e aggiunge che l’iniziativa è cresciuta rapidamente con il supporto di altre attività locali come la parrucchiera della Baraccola, il bar e la pizzeria.
Sabine, residente da tre anni nella zona di Sappanico, ha detto di seguire la vicenda con attenzione:
«Per noi l’impianto a Bolignano è pericoloso… Se arriva il crematorio, dove andiamo a vivere?»I timori espressi riguardano la possibile contaminazione e il peggioramento della qualità dell’aria, elementi ritenuti incompatibili con la scelta di vivere in un’area campestre e verdeggiante.
Francesco, originario di Candia ma residente in città, denuncia un senso di marginalizzazione: «Candia rischia sempre di essere l’immondezzaio di Ancona», ricorda le carenze infrastrutturali e teme che la collocazione dell’impianto penalizzi le attività agricole e vitivinicole che si stanno affermando nel territorio.
Impatti locali e richieste della comunità
La protesta solleva questioni concrete per gli abitanti: incertezza sulla reale incidenza ambientale dell’impianto, timori per la salute pubblica e la tutela delle produzioni locali. Alcuni residenti ricordano la storia dell’area, segnata dalla presenza dell’inceneritore negli anni Settanta, e chiedono che le scelte sul territorio siano condivise e comunicate con maggiore trasparenza.
- Comitato nato: Respiro Comune
- Firme raccolte in poche ore: oltre 100
- Località interessata: Bolignano (zona ex inceneritore)
Prossime mosse e appuntamenti
I promotori della petizione e il comitato invitano la popolazione a partecipare a un incontro pubblico previsto per martedì (data e luogo da confermare ufficialmente dal Comune). I cittadini intendono presentare osservazioni formali e chiedono che l’amministrazione chiarisca la valutazione di impatto ambientale e le alternative territoriali — ad esempio il confronto sul perché non sia stata scelta un’area come Tavernelle, citata dai residenti come possibile sede alternativa.
Al Villaggio Verde alcuni abitanti, come Rossana e Franco, seguono la vicenda con apprensione e si sono attivati per sostenere la raccolta firme. Nel frattempo, la discussione politica e amministrativa sul progetto è destinata a intensificarsi, con l’attesa di documenti tecnici e di risposte pubbliche che possano rassicurare o confermare i timori espressi dalla comunità.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Comitato | Respiro Comune |
| Firme raccolte | Oltre 100 |
| Località proposta | Bolignano (ex inceneritore) |
La vicenda resta aperta: i residenti chiedono chiarezza e partecipazione sulle decisioni che riguardano la gestione del territorio e la salute pubblica, mentre l’amministrazione comunale dovrà rispondere ai timori espressi dalla comunità e indicare i passaggi successivi del procedimento autorizzativo.