Washington, 31 luglio 2026 — Il presidente degli Stati Uniti ha reso noto un’intesa che definisce «storico» il percorso verso il completo disarmo di Hamas e di altri gruppi armati presenti a Gaza, condizione che dovrebbe aprire la strada al ritiro delle forze israeliane e all’insediamento di una nuova governance palestinese nell’enclave.
Contenuto dell'intesa e fasi previste
Nell’annuncio pubblicato su Truth, il presidente statunitense ha illustrato che l’accordo prevede una realizzazione «in fasi attentamente strutturate»: una prima fase di disarmo dei gruppi armati, seguita dal progressivo ritiro delle truppe israeliane e dall’impiego di una Forza Internazionale di Stabilizzazione che dovrà cooperare con una nuova forza di polizia palestinese per garantire la sicurezza di Gaza e dei paesi limitrofi. Il piano è indicato come parte di un più ampio "Piano in 20 punti".
"Il Consiglio per la Pace ha raggiunto uno storico accordo per il completo disarmo di Hamas e di tutti gli altri gruppi armati a Gaza."
Nel suo comunicato il presidente ha ricordato il solco lasciato dalla guerra dell’anno passato e gli sforzi diplomatici che hanno portato all’intesa, ringraziando esplicitamente i paesi mediatori coinvolti: Egitto, Qatar e Turchia, oltre agli Stati Uniti.
La reazione di Hamas e i punti critici
Nonostante la formalizzazione dell’intesa da parte del Board of Peace e dei mediatori, componenti di Hamas hanno posto condizioni precise: la prosecuzione dell’accordo è vincolata al ritiro effettivo delle truppe. Come riportato, la richiesta è netta e determina un punto di possibile frizione tra le fasi concordate sul piano diplomatico e la loro applicazione sul terreno.
- Disarmo: condizione iniziale e centrale dell’accordo.
- Ritiro delle forze israeliane: previsto dopo il completamento del disarmo.
- Forza internazionale: ruolo di stabilizzazione congiunto a una nuova polizia palestinese.
Attori e interessi in campo
Il Board of Peace, unitamente ai paesi mediatori, ha espresso soddisfazione per la roadmap che dovrebbe governare il cessate il fuoco e le fasi successive. L’intesa riflette l’impegno diplomatico multiforme nella regione, dove attori regionali e internazionali cercano di disinnescare una crisi di lunga durata. Resta da vedere come e con quale calendario saranno attuate le fasi operative, e quale sarà il livello di verifica internazionale sul disarmo e sul ritiro.
| Attore | Ruolo dichiarato |
|---|---|
| Stati Uniti | Mediatore principale e annunciatori dell'accordo |
| Egitto, Qatar, Turchia | Paesi mediatori e facilitatori dei negoziati |
| Board of Peace | Organo che ha reso nota la roadmap per il cessate il fuoco |
Conseguenze per l’Italia: una stabilizzazione di Gaza avrebbe implicazioni dirette sulle dinamiche migratorie, sulla sicurezza regionale e sulle relazioni diplomatiche mediterranee. L’Italia, parte della comunità internazionale interessata alla de-escalation, dovrà seguire l’attuazione dell’accordo e le verifiche sul terreno, oltre a coordinare eventuali azioni umanitarie con i partner europei e regionali.
Il percorso rimane però fragile: la tempistica delle fasi, il controllo effettivo del disarmo e la garanzia della partenza delle truppe israeliane sono elementi che determineranno se l’intesa si trasformerà in una pace durevole o resterà un accordo fragile soggetto a nuove tensioni.