Incremento dei decessi e richiami alla prevenzione
La Marca continua a pagare un tributo pesante in termini di sicurezza sul lavoro: i dati più recenti mostrano un aumento dei decessi che ha messo sotto i riflettori le condizioni operative in diversi settori produttivi. Il caso più recente, l'incidente in cui ha perso la vita un operaio di Vittorio Veneto mentre tentava di soccorrere un collega, ha riportato l'attenzione sulle difficoltà pratiche di prevenzione e controllo sul territorio.
Secondo i numeri raccolti a livello regionale, il 2025 ha fatto registrare in Veneto 111 morti sul lavoro, contro le 79 dell'anno precedente. Anche in provincia di Treviso il bilancio peggiora: nel 2025 si contano 16 vittime rispetto alle 14 del 2024. Per il 2026, nelle prime rilevazioni, sono già stati segnalati 5 decessi nei primi cinque mesi dell'anno.
- Settori coinvolti: metalmeccanico, agricoltura, cartiere e cave;
- Fattore denunciato: riduzione del personale tecnico per i controlli;
- Richiesta sindacale: recuperare capacità ispettiva e formazione sul territorio.
La posizione della Cgil e il richiamo alle istituzioni
La Fp Cgil di Treviso definisce la situazione «una strage», sottolineando un nesso tra la diminuzione del personale tecnico addetto ai controlli e la riduzione delle ispezioni sul territorio. Il sindacato mette a confronto la crisi di organico con il minor numero di accertamenti e con la conseguente perdita di deterrenti e di attività formative sul campo.
«Per la Fp Cgil di Treviso ... il collegamento resta chiaro: non si può pretendere di arginare la strage silenziosa degli infortuni sul lavoro mentre si smantella, anno dopo anno, il servizio pubblico deputato a prevenirli. Ogni tecnico con anni di esperienza che se ne va e non viene sostituito si traduce matematicamente in meno ispezioni sul territorio, meno sanzioni dove non si rispettano le norme e meno formazione diffusa sul campo. La prevenzione non si fa con i proclami, ma rimettendo i controllori nelle condizioni operative di lavorare»
I rappresentanti sindacali chiedono interventi concreti per ripristinare capacità operative: assunzioni di tecnici ispettivi, piano di ispezioni rafforzato e campagne di formazione rivolte ai lavoratori, specie nei settori a rischio come cave e cartiere. Sostengono che senza questi passaggi le misure di prevenzione rimarranno inefficaci.
Impatto locale e possibili conseguenze
L'aumento dei casi riguarda famiglie e comunità locali, oltre a sollevare interrogativi sui protocolli di sicurezza aziendali e sull'efficacia dei controlli. Per i cittadini e per i lavoratori della Marca le ricadute pratiche si misurano in termini di percezione del rischio, necessità di maggior tutela e richiesta di risposte da parte delle istituzioni competenti a livello provinciale e regionale.
Di seguito una sintesi tabellare dei dati segnalati:
| Anno | Morti sul lavoro (Veneto) | Morti sul lavoro (Treviso) |
|---|---|---|
| 2024 | 79 | 14 |
| 2025 | 111 | 16 |
| 2026 (primi 5 mesi) | — | 5 |
Cosa aspettarsi e quali misure urgono
Per invertire la tendenza i sindacati indicano priorità precise che coinvolgono istituzioni e imprese: potenziare l'attività di controllo, ristabilire organici tecnici adeguati e finanziare programmi di formazione obbligatoria nei luoghi produttivi più esposti. Le proposte mirano a ridurre situazioni di rischio, rafforzando sia la prevenzione che la capacità sanzionatoria dove necessario.
Le autorità locali e regionali sono chiamate a fornire risposte concrete nei prossimi giorni, mentre sul campo resta aperto il lavoro di verifica e di segnalazione da parte dei rappresentanti dei lavoratori. Nel frattempo, la comunità trevigiana rimane in attesa di misure che possano tradursi rapidamente in una maggiore tutela per chi opera quotidianamente nei settori più pericolosi.