Manifestazione in centro e appello a istituzioni e proprietà
Venerdì mattina il centro di Pisa è stato teatro di una manifestazione indetta da Fiom-Cgil e Fim Cisl in risposta alla decisione aziendale di procedere con l'iter di licenziamento di 35 collaboratori della Dumarey. Il corteo, con una partecipazione descritta come massiccia dagli organizzatori, è partito da piazza XX Settembre, ha attraversato il centro sotto Palazzo Gambacorti e si è concluso davanti alla Prefettura in piazza Mazzini.
La mobilitazione segue il nuovo sciopero indetto dai lavoratori il giorno precedente ed è stata motivata dalle organizzazioni sindacali come una reazione alla perdita di posti di lavoro che, secondo i rappresentanti, colpisce non solo i lavoratori ma l'intero territorio.
“Dumarey non è un caso isolato”
I sindacati hanno ricondotto la vicenda a un fenomeno più ampio di deindustrializzazione che, a loro avviso, sta impoverendo il tessuto produttivo della regione. Secondo Fiom-Cgil, esistono criticità quando imprese che hanno ricevuto finanziamenti pubblici non rispettano gli impegni occupazionali presi con istituzioni e organizzazioni sindacali.
La Fim Cisl Pisa, rappresentata dal segretario Yari Auli Casucci, ha definito la situazione «inaccettabile» e ha annunciato la prosecuzione della mobilitazione con determinazione nei prossimi giorni, settimane e mesi. Le richieste rivolte alla proprietà comprendono la revoca dei licenziamenti per le 35 persone coinvolte e garanzie occupazionali per gli altri lavoratori dello stabilimento.
- 35 collaboratori destinati al licenziamento, secondo quanto comunicato.
- 53 persone menzionate come restante forza lavoro per le quali i sindacati chiedono garanzie.
- Manifestazione promossa da Fiom-Cgil e Fim Cisl, partita da piazza XX Settembre.
La protesta ha coinvolto rappresentanti sindacali, lavoratori e cittadini, segnalando come la vicenda abbia assunto una rilevanza che travalica il singolo stabilimento. I sindacati hanno invitato le istituzioni — a livello locale e regionale — a intervenire per ottenere dall'azienda chiarimenti e impegni certi sulla salvaguardia dei posti di lavoro.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Data della manifestazione | 31 luglio 2026 |
| Licenziamenti annunciati | 35 |
| Lavoratori per i quali si chiede garanzia | 53 |
Allo stato attuale non risultano comunicazioni ufficiali della proprietà pubblicate insieme alla cronaca dell'evento. Sul piano pratico, l'esito della mobilitazione potrà influire su eventuali passaggi istituzionali successivi, come incontri al tavolo della Prefettura o confronti con la Regione, necessari per definire misure di tutela o interventi per il sito produttivo.
Per i residenti e le famiglie interessate, la situazione apre scenari di incertezza sul fronte occupazionale e sui servizi legati al lavoro. Le organizzazioni sindacali hanno fatto sapere che proseguiranno con iniziative e incontri pubblici per ottenere risposte concrete dalla proprietà e dalle istituzioni competenti.