Funerale partecipato e messaggi istituzionali
La basilica di Sant’Ambrogio, a Milano, ha ospitato oggi il funerale di don Antonio Mazzi, punto di riferimento per le comunità di recupero dalle dipendenze grazie all’esperienza di Exodus. La celebrazione, alla quale hanno preso parte autorità civili, esponenti del mondo del volontariato, ex ospiti e numerosi cittadini, si è svolta nel giorno dichiarato di lutto cittadino dal Comune di Milano.
All’ingresso della chiesa il feretro è stato accolto da un lungo applauso; la liturgia è stata animata dai canti degli educatori della comunità, e molti presenti hanno voluto partecipare al momento con segni di commozione e riconoscenza per l’opera svolta dal sacerdote.
Presenze e ricordi
- Tra i partecipanti, il sindaco di Milano e il presidente dell’Inter;
- volontari, operatori e persone che hanno attraversato percorsi di recupero hanno offerto testimonianze collettive;
- la cerimonia si è conclusa con canti significativi per la comunità Exodus.
"C'era una parola che risuona oggi in questa basilica e che don Antonio amava: 'ciao'", ha ricordato durante l’omelia un sacerdote, spiegando come quel saluto fosse per lui il segno di apertura verso chiunque.
All’uscita della basilica, il feretro è stato accompagnato tra gli applausi sulle note che hanno segnato la storia di Exodus e della comunità, in un clima che ha alternato dolore e celebrazione del lavoro educativo portato avanti per decenni.
Destinazione del feretro e disposizione privata
Dopo la cerimonia milanese il feretro è stato trasportato al tempio crematorio di Lambrate; la tumulazione avverrà in forma privata presso l’Abbazia di Maguzzano, in provincia di Brescia, dove il sacerdote sarà infine sepolto nel cimitero dell’Opera don Giovanni Calabria.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Luogo della cerimonia | Sant’Ambrogio, Milano |
| Partecipanti | Autorità civili e religiose, ex ospiti e volontari |
| Tumulazione | Abbazia di Maguzzano (BS), sepoltura all’Opera don Giovanni Calabria |
Impatto locale e prospettive
Il cordoglio manifestato pubblicamente, e il riconoscimento delle istituzioni, riportano l’attenzione sulla rete di servizi e comunità impegnate nel contrasto delle dipendenze nella provincia di Milano. Il sindaco ha espresso l’intenzione di sostenere iniziative per preservare e potenziare l’esperienza educativa di Exodus, citando la possibilità di onorare il sacerdote in luoghi simbolici della città.
Per la cittadinanza restano rilevanti alcuni temi pratici: la continuità dei percorsi di recupero avviati nelle strutture collegate alla comunità, il supporto agli operatori e volontari che proseguiranno l’attività quotidiana, e l’attenzione alle nuove forme di dipendenza che le istituzioni hanno indicato come emergenti. Nei giorni a venire si attendono comunicazioni ufficiali da parte di Exodus e del Comune su iniziative commemorative o progetti dedicati alla memoria del sacerdote.
La cerimonia di oggi testimonia il ruolo pubblico che don Mazzi ha esercitato in decenni di impegno sul territorio: alla base del cordoglio, il riconoscimento di un metodo educativo e di una presenza rivolta alle persone più fragili.