Provvedimenti dopo l'interrogatorio: misure diverse per la squadra della Polizia locale
Il giudice per le indagini preliminari di Milano, Elio Sparacino, ha disposto la misura degli arresti domiciliari per la commissaria della Polizia locale coinvolta nell'inchiesta sulla vicenda di un pusher a cui, secondo l'accusa, sarebbero stati sottratti 1.450 euro. Per gli altri quattro agenti del medesimo nucleo la misura cautelare in carcere è stata invece confermata, con il giudice che ha motivato la decisione richiamando il concreto rischio di inquinamento probatorio.
I fatti contestati risalgono al 16 luglio e riguardano un controllo avvenuto nel comune di Corsico. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di peculato, arresto illegale e falso ideologico. Tutti i coinvolti hanno sostenuto, durante l'interrogatorio di garanzia, la loro estraneità rispetto alle contestazioni.
"Hanno offerto dichiarazioni soltanto parzialmente confessorie, in alcuni punti tacendo con tutta evidenza elementi a loro conoscenza nel chiaro tentativo di proteggere gli altri componenti della squadra",
scrive il gip nel provvedimento, dove si sottolinea che alcuni indagati hanno mostrato la volontà di proteggere il gruppo senza dissociarsi. Per la commissaria, difesa dagli avvocati Giovanni Briola e Susanna Rita Marangoni, il giudice ha invece valutato un comportamento dissociativo che attenua il pericolo di ostruzione delle indagini: "ha offerto un'ampia dichiarazione confessoria precisando che tutti gli indagati erano perfettamente a conoscenza delle modalità con cui sarebbe avvenuto l'intervento".
Impatto locale e questioni procedurali
La vicenda solleva interrogativi pratici per la presenza della Polizia locale sul territorio milanese e nei comuni limitrofi. Sul piano operativo, l'attenuazione del rischio di inquinamento probatorio per la commissaria e la persistenza della custodia cautelare per i quattro agenti segnalano una differenziazione di responsabilità che potrebbe influire sul prosieguo dell'attività del nucleo coinvolto.
- Persone coinvolte: Ilenja Sabato (commissaria), Mattia Rignanese, Denni Dileo, Vincenzo Compagnone, Rosario Piscopo.
- Luogo e data: controllo a Corsico, 16 luglio.
- Accuse: peculato, arresto illegale, falso ideologico; somma contestata €1.450.
Da un punto di vista processuale, la conferma della detenzione in carcere per quattro agenti si fonda sul timore che, rimanendo in libertà, possano alterare prove o influenzare testi. La scelta del Gip si basa sulle dichiarazioni rese durante l'interrogatorio e sulla valutazione della loro attendibilità e completezza.
| Nome | Misura cautelare |
|---|---|
| Ilenja Sabato | Arresti domiciliari |
| Mattia Rignanese | Carcere |
| Denni Dileo | Carcere |
| Vincenzo Compagnone | Carcere |
| Rosario Piscopo | Carcere |
Conseguenze e prossimi passi
Il fascicolo proseguirà con gli approfondimenti disposti dalla Procura: l'accertamento delle responsabilità passate attraverso la verifica delle dichiarazioni rese, il funzionamento delle apparecchiature (tra cui la telecamera del circuito comunale menzionata nel provvedimento) e i rapporti gerarchici all'interno della struttura. Per i cittadini di Milano e dei comuni limitrofi, sarà importante seguire l'evolversi dell'inchiesta per comprendere le implicazioni sull'operato quotidiano della Polizia locale e sulle garanzie procedurali che tutelano i diritti delle persone fermate o arrestate.
Le difese degli indagati hanno respinto le accuse; i prossimi atti processuali chiariranno se le misure cautelari verranno modificate o confermate e quali elementi probatori la Procura riuscirà a produrre.