Un pezzo di storia lecchese messo in sicurezza
La trafileria di Laorca, ultimo esemplare rimasto dell’antico tessuto industriale cittadino, è stata temporaneamente salvata: dopo il distacco di una porzione del tetto, interventi di pronto presidio hanno evitato il rischio di degrado irreversibile. L’opificio, inaugurato a metà del Settecento e chiuso dal 1962, conserva ancora macchinari, attrezzi e elementi architettonici che raccontano trecento anni di produzione e vita operaia a Lecco.
I lavori provvisori eseguiti grazie a donazioni private hanno permesso di puntellare i solai danneggiati e di ricoprire la sommità con una copertura temporanea per proteggerla dalle intemperie. L’iniziativa è stata promossa e coordinata dai volontari dell’Officina Gerenzone, associazione attiva nella valle lungo il torrente omonimo che alimentava l’opificio.
Perché la trafileria è importante per la città
L’interno conserva elementi che restituiscono l’ambiente produttivo come era prima della chiusura: pareti in pietra intonacate, soffitti sorretti da travi in legno e ferro, ingranaggi sotto al banco di lavoro, utensili appesi e mastelli usurati. All’esterno si trovano ancora la ruota del mulino, il canale di derivazione e le chiuse con i castelletti di manovra: componenti che rendono l’insieme un raro esempio di sistema produttivo integrato, strettamente legato al corso del torrente.
"Luogo unico e identitario, merita di diventare museo"
Questa la convinzione espressa dai promotori del salvataggio che indicano nella trasformazione in museo la prospettiva più coerente per conservare e valorizzare il sito. L’obiettivo è non soltanto salvare i materiali, ma restituire alla comunità uno spazio di memoria capace di raccontare le filiere produttive che hanno segnato la storia economica e sociale della città.
Chi ha agito e quali sono i passi successivi
- Interventi provvisori: puntellamento dei solai e copertura con una cerata per la protezione dalla pioggia.
- Promotori: volontari dell'Officina Gerenzone e alcuni benefattori privati.
- Prospettiva: avviare percorsi di tutela e ipotesi di valorizzazione museale, compatibilmente con studi di fattibilità e finanziamenti.
Il salvataggio temporaneo evita il deterioramento immediato, ma non risolve le questioni strutturali e burocratiche che una riqualificazione definitiva comporterebbe. Per procedere verso una musealizzazione sarà necessario un progetto più strutturato, il coinvolgimento di enti pubblici e probabilmente risorse economiche consistenti per la messa in sicurezza permanente e per gli allestimenti.
Un patrimonio collettivo e l’impegno della comunità
La trafileria non è soltanto un edificio: è il deposito di memorie lavorative, competenze tecniche e legami sociali. In questo senso, il ruolo dei volontari dell’Officina Gerenzone assume valenza simbolica e pratica: sono loro i primi custodi del sito e promotori di una sensibilità che mira a evitare la perdita di tracce materiali della Lecco preindustriale e industriale. Il caso riapre inoltre il tema della tutela del patrimonio industriale minore, spesso privo di destinazioni ma carico di valore identitario.
| Evento | Data o periodo |
|---|---|
| Inaugurazione della trafileria | Metà Settecento |
| Chiusura dell’attività | 1962 |
| Interventi di messa in sicurezza | 2026 (interventi temporanei) |
La tutela e la valorizzazione della trafileria rappresentano una sfida aperta per la comunità lecchese: preservare il manufatto significa anche offrire ai cittadini e alle future generazioni uno strumento per comprendere la trasformazione della città e per costruire nuove identità culturali.