Un presidio per chiedere certezze: appuntamento al Campus Ecotekne
Mercoledì 8 luglio alle 11.30 è in programma al CNR Nanotec del Campus Ecotekne a Lecce un flash mob promosso da Flc e dai Precari Uniti CNR di Lecce. L'iniziativa nasce per richiamare l'attenzione sulla condizione di migliaia di ricercatrici e ricercatori ancora senza stabilità contrattuale e per chiedere risposte concrete sulla loro stabilizzazione.
Secondo i promotori, la situazione al CNR è parte di un fenomeno nazionale che riguarda una platea che lo scorso anno è stata stimata in circa 4.000 persone, pari a circa un terzo del personale complessivo dell'ente. A livello nazionale, sono state avviate alcune misure di stabilizzazione, ma la parte interessata rimane significativa e molte posizioni restano incerte.
Numeri e quadro nazionale
| Voce | Valore |
|---|---|
| Personale precario stimato | 4.000 |
| Percentuale sul totale | ~33% |
| Persone stabilizzate (idonei comma 1) | 185 |
| Unità totali previste | 691 |
Nel testo distribuito agli organi di stampa si osserva che l'applicazione parziale dell'art. 20 del decreto legislativo 75/2017 ha consentito alcune stabilizzazioni (le cosiddette idoneità Comma 1 della Legge Madia), ma resta una quota rilevante di persone che, pur avendo i requisiti, non ha ancora certezze occupazionali.
Impatto locale: perché Lecce è interessata
La presenza del CNR Nanotec a Lecce significa che le decisioni sul personale hanno ricadute immediate sul territorio: continuare a perdere competenze o interrompere progetti può compromettere percorsi di ricerca avviati, rapporti con atenei e imprese locali e opportunità collegate a finanziamenti pubblici, incluso il PNRR. Per i lavoratori coinvolti, la precarietà non è soltanto una questione economica, ma anche di prospettiva professionale e personale.
- La protesta chiede la stabilizzazione delle persone con i requisiti previsti dalla normativa.
- Si evidenzia che una parte del personale già giunto alla scadenza del contratto resta esclusa da prospettive solide.
- L'iniziativa punta a mettere in relazione le politiche nazionali con gli effetti concreti sui laboratori e i progetti locali.
Il presidio di mercoledì rappresenta dunque un momento di visibilità per una questione che i sindacati e i gruppi di lavoratori considerano urgente: assicurare continuità alle attività scientifiche e garantire tutele per chi ha maturato esperienze e competenze all'interno dell'ente.
Conseguenze pratiche e prossimi sviluppi
I partecipanti al flash mob chiedono che le istituzioni nazionali proseguano e completino il percorso di stabilizzazione, ma rivolgono anche un appello alle amministrazioni locali affinché seguano con attenzione l'evolversi della situazione per tutelare il valore strategico della presenza scientifica nel territorio salentino. Rimane da verificare se nelle settimane successive arriveranno nuove misure o risposte operative dalle direzioni centrali dell'ente o da altri soggetti istituzionali coinvolti.
La protesta del CNR Nanotec a Lecce è dunque al tempo stesso un segnale di allarme e una richiesta di intervento: non solo per i singoli lavoratori, ma per la capacità complessiva del sistema della ricerca di mantenere continuità e competenze sul territorio.