Un intervento pensato per chi oggi resta ai margini dei servizi di protezione
Nella sede del Centro Calabrese di Solidarietà ETS – Centro Antiviolenza Mondo Rosa a Catanzaro è stato presentato il progetto "Oltre – Inclusione, accesso, diritti", finanziato dalla Regione Calabria e rivolto a contrastare la violenza esercitata contro le donne con disabilità. L'iniziativa punta a rendere concretamente accessibili le forme di tutela, modificando l'approccio tradizionale che spesso esclude chi ha limitazioni nel comunicare o nell'accesso fisico ai servizi.
All'incontro hanno preso parte rappresentanti del centro antiviolenza e istituzionali; fra i nomi citati durante la presentazione figurano la presidente del Centro Calabrese di Solidarietà, Isolina Mantelli, e l'assessora regionale al Welfare, Pasqualina Straface. La discussione si è concentrata sulla necessità di creare percorsi in grado di intercettare abusi che restano «invisibili» alle modalità di segnalazione tradizionali.
Il fulcro dell'idea consiste nello spostare parte dell'offerta di servizio dal luogo fisico della casa rifugio verso il territorio: portare gli sportelli e le competenze laddove vivono le donne con disabilità, invece di limitarsi ad accogliere nei soli spazi della struttura. Questa inversione di prospettiva nasce da un dato osservato dal Centro: la mancata presenza, fino a oggi, di donne con disabilità nelle ospiti della casa rifugio.
«Noi non abbiamo mai avuto una donna con disabilità nella nostra casa rifugio. La domanda è: perché non arrivano? Perché non ci possono arrivare»
Secondo la presentazione, diventa quindi prioritario formare tutti i professionisti che possono entrare in contatto con queste donne — operatori sociali, sanitari, forze dell'ordine — perché sappiano riconoscere segnali di maltrattamento che non passano necessariamente per le parole ma per gesti, comportamenti e condizioni di vita. È stata inoltre sottolineata la carenza di dati certi sul fenomeno, che rende più difficile tarare interventi mirati e monitorare i risultati.
- Obiettivo operativo: attivare sportelli sul territorio per aumentare accesso e prossimità.
- Formazione: percorsi per operatori e forze dell'ordine su riconoscimento e presa in carico.
- Coordinamento: costruire una rete tra istituzioni, servizi sociali, sanitari e forze dell'ordine.
Dal punto di vista istituzionale, il finanziamento regionale consente di avviare la fase progettuale. L'approccio annunciato privilegia dunque un lavoro di rete e di prossimità: non esclusivamente accoglienza in struttura, ma interventi distribuiti sul territorio che riducano le barriere all'accesso.
| Istituzione/Ente | Ruolo nel progetto |
|---|---|
| Centro Calabrese di Solidarietà ETS – Mondo Rosa | Ente promotore e sede di presentazione |
| Regione Calabria | Finanziamento e supporto istituzionale |
| Operatori sociali, sanitari e forze dell'ordine | Destinatari della formazione e attori della rete territoriale |
Per la popolazione della provincia di Catanzaro il progetto può tradursi in cambiamenti concreti: sportelli più vicini, operatori formati a riconoscere forme di violenza non verbale, e un sistema che renda più agevole la segnalazione e la presa in carico. Il successo dell'iniziativa dipenderà dalla capacità di raccogliere dati utili e di integrare le competenze tra servizi sanitari, sociali e istituzionali per mettere effettivamente in sicurezza persone che oggi possono restare invisibili.
Nei prossimi mesi si attendono dettagli sull'attivazione degli sportelli, i percorsi formativi previsti e le modalità di monitoraggio dell'intervento, elementi indispensabili per valutare l'impatto sul territorio.