Situazione critica al Lorusso e Cutugno: la denuncia dell'OSAPP
Il carcere Lorusso e Cutugno di Torino è al centro di una forte denuncia da parte del sindacato di polizia penitenziaria OSAPP, che parla di condizioni strutturali e igieniche «da terzo mondo» e di un «bollettino di guerra» con 60 aggressioni registrate dall'inizio dell'anno. La segnalazione, firmata dal segretario generale Leo Beneduci, chiede interventi immediati e ispettivi per verificare le condizioni reali della casa circondariale.
Secondo l'OSAPP, la situazione comprende mancanze materiali che rendono difficile la gestione quotidiana: coperte e lenzuola insufficienti, celle senza tavoli o sedie e arredi minimi mancanti. A giudizio del sindacato, queste carenze non sono episodi isolati ma segno di un progressivo degrado gestionale dell'istituto.
- Carente dotazione di biancheria: casi in cui è stato consegnato un solo lenzuolo a una nuova assegnazione.
- Mancanza di arredi: celle senza tavoli, sedie o sgabelli.
- Allarme aggressioni: 60 episodi di violenza contro il personale dall'inizio dell'anno.
«Che altro deve accadere perché qualcuno si assuma finalmente le proprie responsabilità? È la prova provata che l’Amministrazione è completamente fallita», dichiara Leo Beneduci.
Il sindacato chiede un'ispezione capillare, reparto per reparto, sezione per sezione, per accertare le condizioni reali e sollecita un avvicendamento dei vertici regionali del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP) e della direzione dell'istituto qualora non vengano garantite misure efficaci. La richiesta è motivata sia dalla tutela del personale che da quella dei detenuti, con un esplicito appello a non limitarsi a «rassicurazioni sulla carta».
Impatto sulla gestione e sulle figure coinvolte
Se confermate, le carenze segnalate incidono direttamente sulla quotidianità del personale di polizia penitenziaria — chiamato a garantire sicurezza, ordine e assistenza in un contesto privo degli strumenti più elementari. Le 60 aggressioni indicate dall'OSAPP costituiscono un dato che, oltre al danno umano e professionale, genera pressioni sui turni, sul morale e sulla capacità dell'istituto di mantenere la normalità gestionale.
Per la città di Torino e il territorio provinciale la prospettiva è di due ordini: da una parte la necessità di interventi amministrativi e logistici per ristabilire standard minimi di vivibilità e sicurezza; dall'altra la possibile apertura di verifiche ispettive e politiche che potrebbero comportare modifiche nei vertici o nelle procedure interne.
| Voce | Dato/Descrizione |
|---|---|
| Aggressioni dall'inizio dell'anno | 60 |
| Problemi segnalati | Lenzuola, coperte, assenza di tavoli/sedie, degrado igienico-strutturale |
| Richieste del sindacato | Ispezione capillare e avvicendamento dei vertici |
Al momento la denuncia proviene dall'OSAPP e dalla voce del suo segretario; non risultano nel testo fonti ufficiali dell'amministrazione penitenziaria o della direzione del carcere che forniscano riscontri o numeri alternativi. La richiesta di ispezione rivolta agli organi competenti mira proprio a ottenere una verifica terza e documentata dello stato dell'istituto.
Per i cittadini torinesi la vicenda pone questioni pratiche di ordine pubblico, tutela del lavoro e rispetto dei diritti umani fondamentali nelle strutture statali. L'eventuale peggioramento delle condizioni carcerarie può avere ricadute non solo sui reclusi e sugli agenti ma anche sulla percezione generale della sicurezza e sull'efficacia delle politiche penitenziarie a livello locale.
Seguiranno aggiornamenti se e quando arriveranno risposte ufficiali dagli organi amministrativi competenti o l'esito di eventuali ispezioni richieste dal sindacato.