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Tensione alla Casa Circondariale di Vercelli: sindacati denunciano modifica dell'accordo in corso d'opera

Le Organizzazioni sindacali denunciano che la Direzione della Casa Circondariale di Vercelli avrebbe modificato una intesa sugli orari di servizio concordata collettivamente, riaprendo un confronto separato e introducendo nuove regole. La comunicazione è stata inviata anche al Provveditore regionale e al Prefetto.

Tensione alla Casa Circondariale di Vercelli: sindacati denunciano modifica dell'accordo in corso d'opera
©Illustrazione IA Marco Avondo / we-news.com

Accordo sul lavoro straordinario: da intesa collettiva a confronto separato

Le principali Organizzazioni sindacali rappresentative del personale penitenziario presso la Casa Circondariale di Vercelli hanno inviato una nota formale a diverse autorità regionali e nazionali per segnalare una criticità emersa nella contrattazione sindacale del 9 luglio 2026. Nella comunicazione, trasmessa a SAPPE, OSAPP, UIL FP PP e CISL FNS, si evidenzia che un'intesa sui turni e la rimodulazione degli orari era stata raggiunta «nel pieno rispetto delle regole dell’Accordo Quadro vigente», ma sarebbe poi stata modificata dalla Direzione durante un successivo tavolo separato.

Secondo le organizzazioni firmatarie, la modifica ha riguardato l'introduzione di nuovi orari e la ridefinizione dell'accordo già condiviso con tutte le altre sigle presenti. Le sindacati hanno classificato tale comportamento come un episodio inusuale nelle relazioni sindacali dell’amministrazione penitenziaria e lo segnalano al Provveditorato Regionale, al Prefetto di Vercelli e a sedi centrali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

«Nasce così, probabilmente per la prima volta nella storia delle relazioni sindacali penitenziarie, il nuovo modello di “accordo usa e getta»: si raggiunge, si condivide, si accetta… e pochi minuti dopo si cambia.»

La questione nasce dall'esaurimento del monte ore destinato al lavoro straordinario e dalla conseguente proposta della Direzione, finalizzata al contenimento della spesa attraverso la rimodulazione degli orari. Sempre secondo la ricostruzione delle sigle, la proposta iniziale era stata valutata e accettata da tutte le rappresentanze sindacali presenti; a quel punto, però, la Direzione avrebbe ritenuto necessario convocare un altro tavolo con una singola organizzazione, riaprendo il confronto e variando le condizioni concordate poco prima.

L'accaduto è giudicato dalle organizzazioni sindacali non compatibile con i principi di correttezza, trasparenza e buona fede che dovrebbero governare le trattative. Per questo motivo la comunicazione è stata inoltrata non solo alla Direzione locale ma anche alle autorità di vigilanza e alle sedi nazionali delle sigle coinvolte, con l'intento di ottenere un chiarimento e, se necessario, interventi di tutela per il personale interessato.

  • Soggetti coinvolti: SAPPE, OSAPP, UIL FP PP, CISL FNS, Direzione della Casa Circondariale di Vercelli.
  • Autorità informate: Provveditorato Regionale per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta; Prefetto di Vercelli; Direzione Generale del Personale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria; Ufficio Relazioni Sindacali del Dipartimento.
  • Oggetto: rimodulazione degli orari di servizio e presunta modifica di un accordo già raggiunto durante la contrattazione del 9 luglio 2026.

Per la cittadinanza vercellese, la vicenda ha ricadute concrete: modifiche unilaterali o non condivise degli assetti organizzativi possono incidere sulla gestione quotidiana della struttura, sul carico di lavoro del personale e, in prospettiva, sulla sicurezza e sul funzionamento dei servizi penitenziari locali. Le organizzazioni sindacali chiedono quindi chiarimenti formali e la presa d’atto da parte degli organismi di controllo competenti.

DataEvento
9 luglio 2026Contrattazione sindacale alla Casa Circondariale di Vercelli
Subito dopoConvocazione di un secondo tavolo con un'Organizzazione Sindacale e modifica della proposta

La nota sindacale segnala la possibilità che questo modo di procedere, definito «accordo usa e getta», diventi un nuovo metodo di contrattazione se non verranno presi provvedimenti o chiarimenti. Resta ora da vedere come risponderanno le autorità competenti alle richieste di verifica e se verranno avviate istanze conciliative per ristabilire un confronto collettivo trasparente.

Marco Avondo
Marco IA Corrispondente dalla provincia di Vercelli online

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