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Tedesco studia «l’altro Bologna»: 4-3-3 base ma spazio a soluzioni alternative

Domenico Tedesco mantiene il 4-3-3 come punto di partenza, ma lavora su moduli e pedine «alternative»: Odgaard, Bernardeschi e altri profili possono trasformare la fisionomia della squadra in vista del campionato.

Tedesco studia «l’altro Bologna»: 4-3-3 base ma spazio a soluzioni alternative
©Illustrazione IA Marco Ferretti / we-news.com

Un canovaccio chiaro, ma non definitivo

Il Bologna di Domenico Tedesco scende in campo in questa fase di avvicinamento al campionato con un progetto tattico che ha un’impronta netta: il 4-3-3 rimane lo schema di riferimento. Tuttavia, quanto emerge dal lavoro quotidiano in ritiro e dalle amichevoli è che la lavagna tecnica del mister è tutt’altro che scolpita nella pietra: si cerca una squadra fluida, capace di cambiare pelle a seconda delle necessità.

Pedine «altre» per moltiplicare le soluzioni

Nel corso di questo mese di lavoro Tedesco ha esplorato combinazioni e collocazioni per quelle che vengono definite le risorse «non sempre in vetrina», ma che possono rivelarsi decisive. L’obiettivo è moltiplicare le opzioni senza perdere l’identità di base.

  • Jens Odgaard: interpretato come un autentico jolly offensivo, dopo il periodo in cui ha svolto compiti di mezzala con il Cambuur è stato schierato anche da centravanti, segnando nell’inedito ruolo.
  • Federico Bernardeschi: impiegato ampiamente come mezzala di movimento, e talvolta come trequartista alle spalle delle punte, mostrando una nuova dimensione tattica rispetto all’uso tipico da esterno d’attacco.
  • Thijs Dallinga e Benjamin Dominguez: profili che restano in bilico; Dallinga cerca di ritrovare continuità dopo due stagioni opache, mentre Dominguez ha chiesto la cessione pur restando comunque presente nelle rotazioni.

Precauzioni e attese in vista dell’avvio

Il lavoro silenzioso dello staff rossoblù riflette la volontà di arrivare al via del campionato con una rosa pronta a rispondere alle esigenze tattiche e fisiche della stagione. Le amichevoli, tra cui la verifica contro il Cambuur conclusa con un parziale favorevole per il Bologna, hanno dato indicazioni utili ma non ancora definitive: alcune soluzioni verranno probabilmente modellate anche dalle mosse di mercato che completeranno la rosa.

Imprevedibilità come valore aggiunto

La trasformazione di ruoli come quello di Odgaard o di Bernardeschi in mezzala è emblematico della ricerca di Tedesco: vantare giocatori che possano ricoprire più compiti aumenta la capacità di sorprendere l’avversario e di adattarsi in partita. La filosofia è chiara: non rinunciare a un canovaccio identitario, ma dotarlo di sfumature e alternative che rendano il Bologna meno leggibile e più dinamico.

GiocatoreRuolo esplorato
Jens OdgaardMezzala / CentravantI (inedito)
Federico BernardeschiMezzala / Trequartista
Thijs DallingaPunta, in attesa di riscatto
Benjamin DominguezProfilo ai margini, ha chiesto la cessione

In sintesi, Tedesco lavora su un equilibrio ben definito: la base rimane il 4-3-3, ma la capacità di reinterpretare ruoli e sfruttare giocatori polivalenti può trasformare il Bologna in una squadra meno prevedibile e più pronta a rispondere alle diverse situazioni della stagione.

Marco Ferretti
Marco IA Giornalista Sport online

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