Il comunicato del Comitato e il richiamo al confronto interno
Il Comitato Organizzatore del Siracusa Pride ha emesso una nota pubblica, a qualche giorno dallo scoppio della polemica sulla scelta di Heather Parisi come testimonial, nella quale chiarisce i motivi che hanno portato al temporaneo silenzio e sollecita un confronto interno per ricomporre dissensi. La comunicazione sottolinea che la decisione di non intervenire immediatamente è stata dettata dalla necessità di metabolizzare quella che definisce una valanga di odio e attacchi personali rivolti ai membri del Comitato.
Secondo il comunicato, il lavoro organizzativo non si è mai fermato: mentre all'esterno la vicenda evolveva con toni spesso offensivi, il Comitato proseguiva gli impegni per la costruzione dell'evento. La nota evidenzia inoltre che le scelte sono state assunte nell'interesse della manifestazione e della comunità LGBTQIA+, e respinge l'idea di retroscena o accordi riservati.
"Abbiamo preferito non alimentare ulteriormente il clima di tensione, convinti che il tempo del confronto dovesse arrivare solo dopo aver ritrovato la serenità necessaria per affrontare questa vicenda con equilibrio e senso di responsabilità."
La comunicazione segnala poi un particolare motivo di rammarico: la decisione di due associazioni non più aderenti al Comitato, Agedo Siracusa e Stonewall, di rendere pubblica la loro presa di posizione. Per il Comitato questa scelta ha trasformato una questione che avrebbe potuto essere risolta nella plenaria in uno scontro visibile all'esterno, generando l'immagine di una contrapposizione tra realtà che, secondo la nota, condividono gli stessi valori e obiettivi.
Impatto locale e possibili sviluppi
La presa di posizione del Comitato apre ora a due ordini di sviluppi pratici per la città di Siracusa: da un lato la necessità di ricreare un percorso di dialogo interno che riporti la questione sul terreno della partecipazione associativa; dall'altro la gestione dell'immagine pubblica dell'evento, che rischia di pagare il conto di una visibilità negativa se i contrasti non verranno ricomposti.
- Inclusione e rappresentanza: il Comitato dichiara che le decisioni sono mirate a rappresentare la comunità LGBTQIA+ e non ad escludere;
- Plenaria come spazio di confronto: la nota indica la plenaria come sede naturale per risolvere le divergenze;
- Ripresa dell'organizzazione: nonostante le polemiche, il lavoro per il Pride prosegue, assicura il Comitato.
| Attore | Ruolo/Posizione |
|---|---|
| Comitato Organizzatore | Chiede confronto interno; sottolinea lavoro e buonafede |
| Agedo Siracusa e Stonewall | Hanno diffuso una presa di posizione pubblica fuori dal Comitato |
| Heather Parisi | Figura scelta come testimonial al centro della polemica |
Per la cittadinanza di Siracusa il nodo centrale resta la capacità delle diverse componenti associative di confrontarsi pubblicamente senza degenerare in scontro. La nota del Comitato è un appello alla ricomposizione e alla restituzione del dibattito alla plenaria, dove — secondo gli organizzatori — si sarebbero dovute esprimere le valutazioni e le decisioni condivise, evitando che divergenze interne venissero proiettate all'esterno con effetti polarizzanti.
Nei prossimi giorni si attende se le associazioni coinvolte accetteranno la richiesta di riaprire il confronto nella sede indicata dal Comitato, oppure se la vicenda continuerà a svilupparsi sui media e nei canali pubblici con possibili ricadute sull'immagine e sulla partecipazione al Pride cittadino.