Numeri che rimettono al centro il tema della velocità in città
La pubblicazione dei dati dell’Osservatorio per la sicurezza stradale dell’Emilia-Romagna ha riacceso il dibattito politico e tecnico su Bologna Città 30. I primi sei mesi del 2025, rilevati dalla Polizia Locale e certificati dall’Istat, mostrano nel territorio provinciale e nel capoluogo variazioni nei principali indicatori di incidentalità rispetto al 2024, con ricadute concrete per le policy locali e le azioni di prevenzione.
In provincia di Bologna i casi registrati sono: 1.991 incidenti (contro 1.925 nel 2024), 26 decessi (25 nel 2024) e 2.658 feriti (2.483 nel 2024). Nel capoluogo i dati indicano 954 incidenti (981 nel 2024), 6 morti (4 nel 2024) e 1.231 feriti (1.210 nel 2024).
| Area | Incidenti 2025 | Incidenti 2024 | Morti 2025 | Morti 2024 | Feriti 2025 | Feriti 2024 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Provincia di Bologna | 1.991 | 1.925 | 26 | 25 | 2.658 | 2.483 |
| Comune di Bologna | 954 | 981 | 6 | 4 | 1.231 | 1.210 |
Il confronto politico in Regione
I dati hanno provocato un acceso scambio tra rappresentanti di maggioranza e opposizione in commissione regionale. Da una parte, la richiesta di analisi su orizzonti temporali più lunghi per valutare l’effetto delle misure; dall’altra, la lettura critica che punta a risultati giudicati insoddisfacenti.
“Non bastano due anni per dimostrare l’efficacia della misura, ma serie storiche pluriennali”,
è quanto riferito dal presidente dell’Osservatorio, richiamato in aula come argomento a favore dell’attesa per valutazioni più solide. In senso contrario, esponenti del centrodestra hanno evidenziato come, nelle rilevazioni del 2025, le vittime siano aumentate, giudicando quindi insufficienti i risultati conseguiti finora.
- Richiesta di approfondimento: alcune forze politiche chiedono analisi su periodi più lunghi (5-10 anni) per evitare conclusioni premature.
- Focus operativo: associazioni e tecnici sottolineano che, poiché gli incidenti sono in maggioranza urbani, le politiche di prevenzione devono concentrarsi sulle città.
- Comunicazione istituzionale: il Comune aveva pubblicizzato una riduzione delle vittime in un bilancio di fine anno, elemento che ora viene messo in discussione dai numeri regionali.
Impatto locale e prossimi passaggi
Per i residenti la discussione non è astratta: significa decidere dove intervenire su controllo della velocità, segnaletica, infrastrutture ciclabili e pedonali, e campagne di educazione stradale. La richiesta espressa da componenti dell’Osservatorio e da consiglieri è che vengano fornite serie storiche e analisi più dettagliate per tipologia di incidente e luoghi, così da individuare interventi mirati nelle aree urbane con maggiore incidentalità.
Nei prossimi mesi la commissione regionale potrebbe richiedere approfondimenti tecnici e nuovi report. Sul piano locale rimane aperta la necessità di monitoraggio continuo e di confronto tra amministrazione comunale, forze dell’ordine e cittadinanza per calibrare strumenti e priorità.
Per ora i numeri consegnano una fotografia che obbliga a interrogarsi: la riduzione della velocità appare una parte della risposta, ma non l’unica. I dati ufficiali resteranno il riferimento per valutare se le misure adottate dovranno essere rafforzate, ritoccate o integrate con azioni supplementari.