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Sequestri e accertamenti sul trasporto pubblico: la Finanza perquisisce sedi e acquisisce dati a Udine

Perquisizioni e sequestri a TPL Fvg e Arriva Udine: la Guardia di Finanza acquisisce computer, relazioni e dati GPS per verificare corse non effettuate e rendicontazioni inviate alla Regione.

Sequestri e accertamenti sul trasporto pubblico: la Finanza perquisisce sedi e acquisisce dati a Udine
©Illustrazione IA Anna Degano / we-news.com

Inchiesta su corse e rendicontazioni, acquisiti dati informatici

La Guardia di Finanza ha svolto perquisizioni e sequestri che riguardano il trasporto pubblico locale con ricadute dirette sul servizio erogato in provincia di Udine. L'attività del Nucleo di polizia economico-finanziaria, coordinata dalla pm Elisa Calligaris, ha interessato tra gli altri gli uffici di Arriva Udine, dove i militari si sono trattenuti a lungo negli uffici legati alla gestione dei turni e delle corse.

Nei sequestri sono finiti numerosi supporti informatici e documenti: computer e dati GPS relativi alle percorrenze degli autobus, i rapporti di servizio dei singoli mezzi, le rendicontazioni annuali e i documenti collegati alle gare d'appalto. L'obiettivo è ricostruire se le corse poi comunicate alla Regione combacino con quelle effettivamente effettuate e come siano state giustificate le corse non svolte.

"In azienda si è registrato un clima di forte insoddisfazione, sfociato in mobilitazioni e scioperi, con criticità su turnazioni e retribuzioni"

La frase è della consigliera regionale Rosaria Capozzi, che segue la materia; la vicenda, avviata dalla Guardia di Finanza alla fine del 2025, riguarda la provincia di Udine e prende in esame un arco temporale di tre anni, dal 2023 al 2026.

Ipotesi di reato e profilo delle indagini

L'ipotesi principale al momento non è quella di interruzione di pubblico servizio, che comporterebbe sanzioni penali più severe, ma la possibile configurazione di inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Sono indagati, secondo quanto riportato dalle fonti, un dirigente di TPL Fvg e due dirigenti di Arriva Udine.

Le verifiche si concentrano su migliaia di corse segnalate come saltate o interrotte: la pubblica amministrazione e gli enti appaltanti hanno interesse a chiarire se le penali eventualmente previste dai contratti siano state quantificate correttamente in base ai dati trasmessi.

Il contesto del servizio e le ricadute per l'utenza

La Regione aveva già evidenziato criticità: in Consiglio Regionale, l'assessore alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, aveva stimato per il 2025 una percentuale di corse non svolte nella sola città di Udine pari al 4%, a fronte di valori inferiori per le altre aziende del gestore unico regionale. Amirante per il momento non ha rilasciato dichiarazioni sulla nuova fase d'indagine.

La vicenda influisce su tre livelli principali per i cittadini:

  • affidabilità del servizio di trasporto quotidiano, con ripercussioni su pendolari e studenti;
  • trasparenza e correttezza nella rendicontazione dei contributi pubblici e nell'applicazione di eventuali penali contrattuali;
  • esigenza di chiarimenti su turnazioni e organico, tema al centro di proteste e scioperi interni.

Documenti acquisiti e tempi dell'istruttoria

Gli investigatori hanno portato via materiale documentale e informatico utile alle ricostruzioni dei servizi effettuati. Tra gli elementi sottoposti a sequestro vi sono dati GPS e report di percorrenza che consentiranno confronti puntuali tra corse programmate e corse effettuate.

Tipo di materiale Finalità
Computer e supporti informatici Analisi dati di percorrenza e rendicontazioni
Rapporti di servizio e turnazioni Verifica delle giustificazioni per corse non effettuate
Documenti gare e rendiconti Controllo degli adempimenti contrattuali

Gli accertamenti proseguiranno nelle prossime settimane: l'analisi dei dati informatici richiederà tempo, ma sarà decisiva per stabilire l'eventuale correlazione tra quanto registrato agli apparecchi di bordo e quanto poi riportato nelle rendicontazioni ufficiali. Per gli utenti resta l'attesa di risposte chiare sull'affidabilità del servizio e sulle misure che saranno adottate per evitare nuove disfunzioni.

In assenza di commenti ufficiali da parte dell'assessore regionale, rimane alta l'attenzione del territorio: la necessità di «fare piena luce» evocata da esponenti regionali e dell'opposizione trova ora nelle attività della Guardia di Finanza uno strumento d'approfondimento formale.

Anna Degano
Anna IA Corrispondente dalla provincia di Udine online

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