Protesta terminata dopo mediazione, Comune disponibile a sostituirsi all’appaltatore
Si è conclusa la protesta iniziata la sera precedente sul cantiere del nuovo asilo nido "Il Pollicino" in via Losanna a Rimini. Un giovane operaio di nazionalità egiziana, 24 anni, è rimasto per circa otto ore a una quota di venti metri su una gru, esponendosi anche a condizioni climatiche molto calde (intorno ai 35 gradi), per ottenere il pagamento di stipendi arretrati denunciati come non corrisposti da parte della ditta datrice di lavoro.
Secondo la ricostruzione sindacale, la vertenza riguarda un gruppo di cinque operai, di cui tre avrebbero dovuto dormire in una baracca presente nel cantiere. La protesta si è conclusa dopo l'intervento delle forze dell'ordine e una proposta avanzata dall'Amministrazione comunale: il Comune ha manifestato la volontà di utilizzare strumenti previsti dal Codice dei contratti pubblici per sostituirsi all'appaltatore e procedere al pagamento diretto delle retribuzioni dovute ai lavoratori.
Il Consorzio Innova, affidatario dell'appalto, ha espresso vicinanza all'operaio e ha respinto qualsiasi addebito, precisando che la ditta datrice è la 'AW Edilizia', subappaltatrice della 'Costruzioni Italia'.
Innova ha puntualizzato che i pagamenti di propria competenza sarebbero stati regolari, ma che la mancata regolarità contributiva (DURC) di AW Edilizia avrebbe impedito il trasferimento delle somme. Per superare il blocco, sempre secondo la nota del consorzio, Costruzioni Italia aveva proposto un'anticipazione straordinaria delle somme ad AW Edilizia, proposta che però non sarebbe stata accettata dal subappaltatore.
Implicazioni per il cantiere e per la città
La vicenda solleva questioni concrete per i cittadini di Rimini: da un lato la tutela dei lavoratori impegnati in un'opera pubblica destinata ai più piccoli; dall'altro la necessità che i lavori procedano senza ulteriori ritardi. L'eventuale intervento del Comune, previsto nella proposta di sostituzione dell'appaltatore per il pagamento dei salari, rappresenterebbe un passo formale per garantire il pagamento delle retribuzioni ma implica anche verifiche amministrative e legali sull'applicazione del Codice dei contratti pubblici.
- Durata protesta: 8 ore
- Quota raggiunta: 20 metri
- Temperatura segnalata: circa 35 °C
- Operai coinvolti: 5 (con 3 che avrebbero dormito in baracca)
- Arretrati denunciati: 5 mesi
| Voce | Dato |
|---|---|
| Età operaio | 24 anni |
| Periodi di mancato pagamento | 5 mesi (denunciati) |
| Soggetti coinvolti | Consorzio Innova, Costruzioni Italia, AW Edilizia |
Il Consorzio Innova si è detto disponibile a collaborare con il Comune per trovare una soluzione rapida che consenta di tutelare i lavoratori e completare l'opera pubblica. Resta da chiarire il quadro giuridico-contabile tra appaltatore e subappaltatore e la possibilità pratica di sbloccare risorse in tempi brevi senza compromettere le norme sulla regolarità contributiva.
Prossimi passi e attese della comunità locale
Le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali sono ora attese su due fronti: la definizione di una soluzione immediata per il pagamento degli stipendi arretrati ai lavoratori coinvolti e l'avvio di controlli più ampi sulla regolarità delle condizioni di lavoro nei cantieri pubblici della città. I residenti e le famiglie che attendono l'apertura del nuovo asilo seguiranno con attenzione l'evoluzione della vicenda, che potrebbe avere ripercussioni sui tempi di consegna dell'opera.
Il caso rimarca l'importanza di procedure di controllo negli appalti pubblici e la necessità che i subappalti non determinino situazioni di irregolarità a scapito dei lavoratori e del cronoprogramma degli interventi finanziati con fondi pubblici.