Un impegno istituzionale per garantire accesso alle cure odontoiatriche dei più fragili
Il Consiglio Provinciale di Potenza ha approvato all’unanimità dei presenti la mozione presentata dal consigliere Giammarco Guidetti, con l'obiettivo di promuovere la piena attuazione della Legge Regionale n. 31/2014 che istituisce il servizio di Odontoiatria Speciale per Disabili e Pazienti a Rischio. La decisione solleva il tema dell'accesso alle prestazioni odontoiatriche specialistiche per persone con fragilità e delle difficoltà organizzative che incontrano soprattutto le famiglie residenti nelle aree interne della provincia.
Nel documento approvato la Provincia si impegna a richiedere alla Regione Basilicata e alle Aziende Sanitarie Provinciali una verifica puntuale sullo stato di attuazione della normativa, con particolare attenzione a:
- servizi attivati sul territorio;
- prestazioni effettivamente erogate;
- eventuali liste di attesa;
- risorse finanziarie e logistiche destinate all'odontoiatria speciale.
La mozione propone inoltre l'istituzione di un tavolo di confronto che coinvolga istituzioni, professionisti sanitari, associazioni e rappresentanti degli enti locali, al fine di individuare soluzioni condivise e migliorare la rete di presa in carico delle persone con disabilità e dei pazienti fragili.
"Si tratta di una mozione che nasce dalla volontà di mettere al centro il diritto alla salute delle persone più fragili e delle loro famiglie. Dopo oltre dieci anni dall’approvazione della legge regionale, riteniamo doveroso verificare quale sia il suo effettivo stato di attuazione e promuovere tutte le iniziative necessarie affinché i diritti riconosciuti trovino piena applicazione"
Il passaggio in Aula ha sottolineato come l'odontoiatria speciale non sia solo una questione clinica, ma rappresenti una componente rilevante delle politiche di inclusione sociale. Secondo il proponente, molte famiglie nelle zone più interne incontrano ostacoli significativi per accedere a cure specialistiche adeguate, tra cui problemi logistici, carenza di servizi locali e possibili lunghi tempi di attesa per le prestazioni dedicate.
Durante il dibattito è stato richiamato il valore delle esperienze positive attivate in altre regioni, come il modello DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance), citato come esempio di buone pratiche organizzative che possono essere valutate e adattate al contesto lucano per aumentare l'accessibilità e la qualità delle prestazioni.
Per la popolazione provinciale, e in particolare per le famiglie con persone disabili, la mozione apre percorsi concreti che potrebbero tradursi in controlli amministrativi sullo stato di erogazione dei servizi e in iniziative coordinate tra livello regionale, aziende sanitarie e istituzioni locali. L'istituzione del tavolo di lavoro promessa dal documento potrà fornire uno spazio ufficiale per raccogliere segnalazioni, monitorare criticità e definire interventi mirati.
Le prossime fasi prevedono la richiesta formale di riscontro alla Regione Basilicata e alle Aziende Sanitarie, con l'attivazione del tavolo che dovrà elaborare proposte operative per ridurre le barriere all'accesso. Sul piano locale, il risultato del voto unanime rappresenta un segnale politico e amministrativo rilevante: la Provincia intende fare da stimolo e coordinatore nelle interlocuzioni con gli enti sanitari e le associazioni coinvolte.
| Obiettivo | Azione richiesta |
|---|---|
| Verifica attuazione legge | Richiesta di relazione a Regione e Aziende Sanitarie |
| Riduzione liste di attesa | Monitoraggio e proposte organizzative |
| Coinvolgimento comunità | Istituzione tavolo multisoggetto |
Il passaggio formale in Provincia rappresenta dunque il primo step di un percorso che ora dovrà misurarsi con la disponibilità degli attori regionali e sanitari a fornire dati, risorse e piani operativi. Per le famiglie interessate resta ora l'attesa che dalla verifica emergano risposte concrete su tempi, luoghi e modalità di erogazione di un servizio che, per la sua specificità, richiede attenzione e coordinamento tra diversi livelli istituzionali.