Disservizi elettrici: la classifica che allarma territorio e imprese
La provincia di Crotone emerge in cima a una classifica nazionale sui disservizi alle utenze civili e aziendali, con dati che la pongono al primo posto per numero di interruzioni dell'energia elettrica. Lo studio, elaborato su informazioni fornite dai distributori per il 2025 e ripreso da un quotidiano economico nazionale, indica una frequenza media di circa 8 interruzioni pro utente nel periodo considerato, tra interruzioni brevi e lunghe senza preavviso.
Il risultato alimenta preoccupazione tra amministratori locali, imprenditori e operatori turistici, settori che nella stagione estiva contano su continuità di fornitura per garantire servizi ai residenti e ai visitatori. Negli ultimi anni i disagi registrati in vari comuni della provincia hanno già provocato reazioni pubbliche e atti ufficiali da parte di sindaci.
Proteste locali e azioni istituzionali
Non sono mancati interventi formali da parte degli enti locali. A titolo d'esempio, a Melissa il sindaco ha inviato una diffida al gestore della rete, chiedendo anche il coinvolgimento della Prefettura e dei carabinieri, dopo che la popolazione e le imprese hanno subito prolungate sospensioni del servizio. In passato episodi di lunga durata, come quello registrato a Cirò Marina, hanno già sollevato critiche e richieste di chiarimenti.
«E-distribuzione», gruppo Enel
La criticità denunciata riguarda sia le interruzioni non programmate sia la percezione di una rete fragile, spesso attribuita a carenze nell'organico dei presidi e nella manutenzione. I sindacati di categoria hanno più volte chiesto un rafforzamento del personale e delle strutture operative per ridurre i tempi di ripristino e migliorare la resilienza della rete.
Impatto su turismo e attività produttive
Il problema assume particolare rilevanza in un territorio che vive anche di turismo stagionale. Strutture ricettive, ristorazione e impianti balneari dipendono da una fornitura elettrica stabile per servizi essenziali come refrigerazione, climatizzazione e sistemi di pagamento. Interruzioni ripetute o prolungate possono determinare perdite economiche dirette, disagi reputazionali e ricadute occupazionali.
- Frequenza segnalata: circa 8 interruzioni medie per utente nel 2025 (dati dei distributori).
- Comuni colpiti: esempi citati negli ultimi anni includono Cirò Marina e Melissa.
- Richieste: diffide ai gestori, interventi prefettizi e sollecitazioni sindacali per potenziare i presìdi.
Possibili sviluppi e richieste locali
Le amministrazioni comunali interessate chiedono risposte concrete e tempi certi per interventi di manutenzione e potenziamento della rete. Al centro delle richieste ci sono maggiore trasparenza sui piani di investimento del gestore, tempi di intervento certi per i guasti e un incremento degli organici tecnici impegnati nelle attività di pronto intervento.
Per i cittadini e le imprese locali, la situazione suggerisce due necessità pratiche: la prima è aumentare la consapevolezza e le misure di autoprotezione (gruppi elettrogeni per attività critiche, piani di emergenza per le strutture ricettive); la seconda è continuare a sollecitare l'interlocuzione istituzionale per ottenere un piano di interventi strutturali coordinato con prefettura e enti locali.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Frequenza media blackout (2025) | ~8 interruzioni per utente |
| Esempi di comuni segnalati | Cirò Marina, Melissa |
La classifica nazionale punta i riflettori su una criticità che richiede risposte coordinate: senza interventi mirati la continuità dei servizi rischia di compromettere la qualità della vita dei residenti e la competitività del tessuto produttivo locale, in particolare in vista delle stagioni turistiche che rappresentano una fonte importante di reddito per la provincia.