Intesa per contrastare infiltrazioni nel comparto turistico e della ristorazione
Presso il Palazzo del Governo di Frosinone è stato sottoscritto un Protocollo di prevenzione amministrativa antimafia volto a tutelare i settori turistico-alberghiero e della ristorazione. L'accordo è stato firmato dal Prefetto di Frosinone, dott. Giuseppe Ranieri, alla presenza dei rappresentanti delle Forze di Polizia territoriali e della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), insieme ai sindaci di diversi Comuni della provincia.
Si tratta dell'estensione di un modello già avviato lo scorso 24 giugno 2025, quando altri dodici Comuni avevano sottoscritto l'intesa. L'obiettivo dichiarato è rafforzare gli strumenti di prevenzione amministrativa per ridurre il rischio di infiltrazione da parte di organizzazioni criminali nei comparti più esposti a operazioni societarie e transazioni economiche rilevanti.
Quali misure prevede il Protocollo
- attivazione di un sistema di controlli fondato su indicatori di rischio concreti e verificabili;
- impegno dei Comuni a richiedere la documentazione antimafia per le attività soggette ad autorizzazione e per quelle avviate mediante SCIA;
- attenzione specifica alle operazioni societarie quali costituzione, fusione o acquisizione di imprese operanti nei settori interessati.
L'intesa mira a coniugare tempestività e accuratezza delle verifiche amministrative, con l'obiettivo di intercettare segnali di rischio prima che possano consolidarsi legami tra economia legale e soggetti o strutture con potenziali profili criminali.
Comuni coinvolti
In questa fase hanno firmato il Protocollo i seguenti enti locali:
| Comune | Ruolo |
|---|---|
| Ceccano | Sindaco firmatario |
| Pignataro Interamna | Sindaco firmatario |
| Sant’Ambrogio sul Garigliano | Sindaco firmatario |
| Sant’Apollinare | Sindaco firmatario |
| Santopadre | Sindaco firmatario |
| Vallemaio | Sindaco firmatario |
| San Giorgio a Liri | Commissario Straordinario |
Si tratta di un ampliamento rispetto all'accordo originario, che già vedeva la partecipazione di altri dodici Comuni della provincia. La sottoscrizione congiunta con le Forze di Polizia e la DIA evidenzia la natura interistituzionale dell'iniziativa.
Impatto pratico per imprese e cittadini
Per le imprese del settore ricettivo e della ristorazione, l'intesa comporterà procedure amministrative più rigorose in fase di richieste di autorizzazione e di segnalazione di inizio attività (SCIA). I Comuni si impegnano a richiedere la documentazione antimafia quando ritenuto necessario, in particolare in presenza di operazioni societarie che possano modificare la titolarità o la struttura di impresa.
Per i cittadini il Protocollo rappresenta un presidio volto a salvaguardare l'offerta turistica e commerciale locale, tutelando la concorrenza leale e la legalità. Per le amministrazioni locali, invece, richiede un coordinamento costante con le forze investigative e una capacità amministrativa di valutare indicatori di rischio e segnalazioni.
Resta ora da verificare l'applicazione pratica delle procedure e l'impatto di queste misure sul rilascio delle autorizzazioni e sulla velocità delle istruttorie. L'implementazione del Protocollo richiederà anche attività di formazione per gli uffici tecnici e per i funzionari responsabili dei procedimenti amministrativi.
La firma al Palazzo del Governo segna un passo formale importante nell'azione di prevenzione, ma la sua efficacia sarà misurata sul campo, nella capacità di individuare e bloccare tentativi di infiltrazione senza ostacolare l'avvio regolare di attività imprenditoriali sul territorio.