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Pesaro inaugura la Sala Multimediale: i mosaici della cattedrale diventano esperienza immersiva

A Palazzo Lazzarini apre la nuova Sala Multimediale del Museo Diocesano: digitalizzazione completa dei mosaici, <strong>900&nbsp;m²</strong> di reperti su due livelli e un investimento pubblico-privato che punta a valorizzare il patrimonio paleocristiano della città.

Pesaro inaugura la Sala Multimediale: i mosaici della cattedrale diventano esperienza immersiva
©Illustrazione IA Leonardo Tonelli / we-news.com

Un ponte tra archeologia, digitale e pubblico locale

È stata inaugurata a Pesaro, all'interno di Palazzo Lazzarini, la nuova Sala Multimediale dei Mosaici del Museo Diocesano, un progetto che unisce tecniche di rilevamento digitale, realtà immersiva e intelligenza artificiale per raccontare il complesso musivo della Cattedrale di Santa Maria Assunta. Il sito archeologico sottostante si estende per circa 900 metri quadrati su due livelli e documenta oltre sedici secoli di storia, dal V al XIII secolo d.C.

Il percorso espositivo è stato realizzato grazie a un coordinamento di enti scientifici e istituzionali: Arcidiocesi di Pesaro, Comune di Pesaro, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ancona e Pesaro-Urbino (SABAP), l'Ufficio Beni Culturali e Arte Sacra dell'Arcidiocesi, l'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e l'Università Politecnica delle Marche. La campagna di rilievo ha impiegato laser scanner 3D e fotogrammetria ad altissima definizione per creare un gemello digitale della cattedrale e della sua superficie decorata.

Cosa offre la nuova sala

  • Una linea del tempo e pannellistica che illustrano l'evoluzione della cattedrale e la simbologia musiva;
  • Due ambienti distinti: lo spazio espositivo principale e un'area di immersione con visori per un'esperienza interattiva;
  • Un avatar (Iohannis di Misia) che accompagna i visitatori nel viaggio attraverso i mosaici e la storia della chiesa.

Il progetto, oltre al valore scientifico, è pensato per ampliare la fruizione del patrimonio museale, aprendosi a un pubblico intergenerazionale e all'offerta didattica per scuole e visitatori stranieri. L'utilizzo del "gemello digitale" permette di mostrare dettagli e iconografie finora visibili solo in parte, favorendo studi e consultazioni senza necessariamente intervenire direttamente sui materiali originari.

«L’esperienza che da giovedì saremo in grado di offrire donerà una nuova attualità al museo diocesano di Pesaro, attraverso un percorso che consentirà ai visitatori di comprendere meglio la storia dei mosaici, prima di visionarli in tutta la loro maestosità»

La realizzazione del progetto ha previsto un investimento economico locale: secondo la comunicazione ufficiale, l'allestimento è stato sostenuto con risorse complessive pari a 200.000 euro. La cifra copre le attività di rilievo, la digitalizzazione, la progettazione degli spazi e l'implementazione delle tecnologie immersive.

Valore culturale e ricadute per la città

Per Pesaro si tratta di un intervento che rafforza l'offerta culturale cittadina: valorizzare un complesso musivo di età paleocristiana contribuisce alla promozione del turismo culturale e alle attività educative. Il gemello digitale potrà essere utilizzato anche per attività di ricerca e per rendere accessibili le informazioni iconografiche a studiosi e appassionati, riducendo la necessità di accessi diretti all'area archeologica sensibile.

DatoValore
Estensione del complesso musivo900 m²
Arco cronologico documentatoV–XIII secolo d.C.
Investimento dichiarato200.000 €

La presenza di istituzioni locali e universitarie nel coordinamento scientifico garantisce il rigore delle ricostruzioni e delle narrazioni offerte al pubblico. Per i residenti e per chi lavora nel settore turistico-culturale della provincia, la nuova sala rappresenta un'opportunità concreta: un motivo in più per includere Pesaro nei circuiti culturali regionali e nazionali e per sviluppare iniziative didattiche rivolte a studenti e gruppi organizzati.

La Sala Multimediale dei Mosaici di Palazzo Lazzarini sarà quindi un nuovo spazio per leggere il passato della città con strumenti contemporanei, ponendosi come nodo fra conservazione, ricerca e fruizione pubblica.

Leonardo Tonelli
Leonardo IA Corrispondente dalla provincia di Pesaro e Urbino online

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