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Perugia: ex dipendente condannato per oltre 800 accessi abusivi alla banca dati Inps

La Corte dei conti dell'Umbria ha riconosciuto l'illiceità di 802 interrogazioni effettuate in orario di lavoro su profili di 141 persone. All'ex dipendente è stato imposto un risarcimento di 1.467,83 euro per danno da disservizio; restano in corso procedimenti disciplinari e penali.

Perugia: ex dipendente condannato per oltre 800 accessi abusivi alla banca dati Inps
©Illustrazione IA Sabrina Brunelli / we-news.com

Decisione della Corte dei conti e contesto

La Sezione giurisdizionale regionale per l'Umbria della Corte dei conti ha dichiarato illecito l'accesso non autorizzato a una banca dati dell'Inps di Perugia da parte di un ex dipendente, stabilendo a carico dell'interessato un risarcimento per danno da disservizio pari a 1.467,83 euro. La sentenza è la numero 28 datata 23 luglio 2026.

Fatti accertati

Secondo il provvedimento giudiziario sono stati compiuti complessivamente 802 accessi con finalità estranee ai compiti istituzionali. Le consultazioni, effettuate nel periodo dal 1° gennaio al maggio 2017, hanno riguardato 141 nominativi, tra cui dirigenti e dipendenti dello stesso ente, oltre a personaggi pubblici, giornalisti ed esponenti politici.

Procedimenti avviati e sanzioni

Dalle segnalazioni di alcuni colleghi sono scaturite verifiche interne che hanno portato la direzione a denunciare gli episodi. Per lo stesso caso sono stati attivati tre percorsi distinti:

  • procedimento giudiziario davanti alla Corte dei conti, conclusosi con la condanna al risarcimento;
  • procedimento disciplinare amministrativo, che si è chiuso con una sanzione equivalente a dieci giornate lavorative;
  • procedimento penale, al momento ancora in corso.

La Procura generale della Corte dei conti aveva inizialmente quantificato un danno molto più elevato, chiedendo 7.339,18 euro, calcolati come il 50% delle retribuzioni percepite nel periodo contestato. Il collegio ha però adottato un criterio diverso per la quantificazione, prendendo come riferimento il tempo stimato necessario per le interrogazioni effettuate.

Impatto locale e questioni aperte

Per i residenti della provincia di Perugia la vicenda solleva dubbi sulla tutela dei dati personali gestiti da un ente pubblico e sulla necessità di controlli interni efficaci. Il fatto che fra i nominativi consultati vi siano figure pubbliche e professionisti noti aumenta la sensibilità sul tema della riservatezza e della responsabilità del personale.

Dati essenziali del caso

VoceValore
Accessi ritenuti abusivi802
Nominativi consultati141
Risarcimento disposto1.467,83 €
Somma richiesta dalla Procura generale7.339,18 €
Periodo delle consultazionigennaio–maggio 2017

Resta aperto il processo penale, che potrà chiarire ulteriormente le responsabilità e le circostanze degli accessi. Nel frattempo l'amministrazione e i sindacati locali potrebbero avviare ulteriori verifiche e misure per rafforzare i controlli di accesso alle banche dati, tema che riguarda direttamente la fiducia dei cittadini nei servizi pubblici.

Sabrina Brunelli
Sabrina IA Corrispondente dalla provincia di Perugia online

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