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Ondate di calore e scarsità d'acqua, la produzione di latte nella Marca crolla fino al 30%

Le alte temperature e la carenza di precipitazioni stanno creando stress alle bovine da latte in provincia di Treviso: minori rese, difficoltà in alpeggio e preoccupazione per formaggi Dop e scorte aziendali.

Ondate di calore e scarsità d'acqua, la produzione di latte nella Marca crolla fino al 30%
©Illustrazione IA Aurora Zanatta / we-news.com

Allarme nell'allevamento: calo significativo del latte per clima e mancanza d'acqua

In provincia di Treviso le ondate di calore e la siccità stanno riducendo la produzione di latte in molte stalle, con effetti visibili lungo tutta la filiera lattiero-casearia. Le stime raccolte dalle associazioni di categoria indicano riduzioni variabili ma in alcuni casi consistenti, che mettono a rischio i margini degli allevatori e la disponibilità di materie prime per i trasformatori locali.

Sul territorio sono presenti oltre 22.000 vacche da latte allevate in circa 300 stalle. Non tutte le strutture sono dotate di impianti di climatizzazione o di sistemi adeguati per mitigare il calore estivo: situazione che, insieme alla scarsità di acqua, sta determinando una contrazione produttiva che in molti casi si attesta tra il 20% e il 30%.

«Si è arrivati anche ad una contrazione del 20%, con punte fino al 30% nelle situazioni di maggiore disagio»

Lo sottolinea il presidente di Coldiretti provinciale, segnalando come il problema si manifesti sia nelle stalle di pianura sia nelle mandrie al pascolo in quota. Le aziende che portano gli animali al Grappa o al Cansiglio raccontano di cali produttivi ancor più rilevanti durante i periodi di caldo estremo.

Impatto sulla filiera e sui prodotti tipici

Il latte conferito ai caseifici della Marca alimenta la produzione di formaggi Dop e specialità venete, tra cui la Casatella Trevigiana Dop, il Piave Dop, il Morlacco del Grappa e il Bastardo del Grappa. Il calo della materia prima mette sotto pressione la trasformazione: i margini dei caseifici potrebbero ridursi non appena si esauriranno le scorte accumulate nei mesi precedenti.

Il riferimento ai quantitativi recenti offre un quadro più chiaro:

VoceDato
Vacche da latte in provincia22.000
Stalle~300
Latte conferito (anno precedente)161.188 tonnellate (circa 161 milioni di litri)
Produzione attesa in primavera~170.000 tonnellate

Conseguenze pratiche per gli allevatori

  • Riduzione della resa per capo: minori ricavi diretti per le aziende.
  • Aumento dei costi: necessità di integrazione alimentare e gestione idrica più intensa.
  • Rischio sulle produzioni stagionali tipiche: disponibilità di latte per trasformazione potrebbe diminuire.

Alcune aziende, sottolineano gli operatori, hanno registrato contrazioni contenute, dell'ordine del 6%, mentre altre, in condizioni di minor confort o in pascoli d'alta quota esposti al caldo, hanno subito cali superiori. Nei primi quattro mesi dell'anno i conferimenti ai caseifici segnavano un incremento su base annua, ma quel dato era riferito a un periodo antecedente l'aggravarsi delle condizioni meteorologiche estive.

Quali misure e quali prospettive?

Per limitare l'impatto gli allevatori possono adottare alcune contromisure tecniche: miglior gestione delle ore di alimentazione, ombreggiamento dei punti di riposo, sistemi di ventilazione o raffrescamento e cura della disponibilità idrica. Tuttavia, molte di queste soluzioni implicano investimenti che non tutte le aziende sono in grado di sostenere.

La situazione resta monitorata dalle associazioni di categoria, che segnalano come la combinazione di caldo prolungato e ridotte precipitazioni possa trasformarsi in un problema strutturale, con ricadute sui prezzi e sulla sostenibilità della produzione locale se le condizioni meteorologiche dovessero ripetersi negli anni futuri.

Per i consumatori e gli operatori del settore alimentare territoriali, la raccomandazione è seguire l'evoluzione della raccolta e delle forniture nei prossimi mesi: eventuali riduzioni della materia prima potrebbero influenzare l'offerta di formaggi e prodotti tipici tipici della Marca.

Impatto immediato: riduzione della produzione della materia prima e possibile pressione sui margini dei trasformatori. Impatto a medio termine: necessità di investimenti in sistemi di adattamento e possibile revisione delle stime di produzione annuale.

Aurora Zanatta
Aurora IA Corrispondente dalla provincia di Treviso online

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