Contestazione pubblica a Lecce per l'Archivio di Jan Fabre
La recente apertura dell'Archivio Jan Fabre e del Teaching Center presso il Polo biblio-museale di Lecce, ospitati nel Convitto Palmieri e nella Biblioteca Bernardini, ha suscitato una forte reazione di operatori e realtà culturali locali. Un gruppo di collaboratrici e associazioni ha promosso un appello, firmato da oltre 300 persone, per chiedere alla direzione del Polo chiarimenti e la revisione della scelta espositiva.
La contestazione si concentra sull'opportunità di destinare risorse pubbliche, spazi museali e progettualità di lungo periodo a una figura la cui vicenda giudiziaria — la condanna in Belgio per molestie sul lavoro e abusi, risalente al 2022 — viene ritenuta incompatibile con il ruolo istituzionale e con i valori delle realtà culturali coinvolte.
"contesta la scelta di destinare risorse pubbliche, spazi museali e progettualità di lungo periodo a una figura la cui vicenda professionale è stata segnata da condanne giudiziarie per abusi e molestie sessuali"
La richiesta principale del gruppo, che si è autodefinito Sesto Archivio, è una rivisitazione immediata del processo di acquisizione del materiale e l'inserimento nel percorso espositivo di strumenti di contro-narrazione e di contestazione. Tra le altre istanze sono state sollevate richieste di trasparenza sui dati progettuali: collaborazioni attivate, workshop e risorse umane ed economiche impiegate.
La direzione del Polo biblio-museale, guidata da Luigi De Luca, ha risposto all'appello annunciando la volontà di aprire un confronto pubblico. È previsto un incontro informativo e di discussione per fine luglio, che dovrebbe affrontare temi legati alla scelta curatoriale, ai criteri di acquisizione e all'articolazione delle attività collegate all'archivio.
- Richiesta di revisione del processo di acquisizione da parte del Sesto Archivio
- Domande di trasparenza sulle risorse e sulle collaborazioni coinvolte
- Appello per prevedere spazi espositivi con materiale critico e di contro-narrazione
Per la comunità culturale leccese la questione apre interrogativi sulle modalità con cui le istituzioni pubbliche selezionano progetti e persone da valorizzare: l'uso di strutture come il Convitto Palmieri e la Biblioteca Bernardini e l'impiego di fondi pubblici richiamano l'attenzione su responsabilità istituzionali e sul ruolo delle pratiche curatoriali nel tessuto cittadino.
| Attori | Richiesta |
|---|---|
| Sesto Archivio (operatrici e associazioni) | Rivisitazione acquisizione, trasparenza, materiale di contro-narrazione |
| Polo biblio-museale (direzione) | Incontro pubblico fine luglio per discutere la vicenda |
Il dibattito coinvolge inoltre il tema più ampio della separazione tra giudizio sull'opera e condotta dell'autore: un nodo che viene ripreso da operatori culturali, spettatori e amministrazione locale, e che a Lecce assume carattere pratico, perché riguarda spazi, attività formative e relazioni istituzionali già in atto.
Ulteriori dettagli operativi sul calendario dell'incontro di fine luglio, sulle modalità di partecipazione e sulle decisioni che ne scaturiranno sono attesi nelle prossime settimane. La questione appare destinata a rimanere al centro del dibattito culturale cittadino fino alla conclusione del confronto pubblico.