Cronaca Città di Pomezia Provincia di Roma (RM)

Interrogatorio a Roma per Lavitola: nega di essere mandante nell’attentato a Ranucci

Valter Lavitola ha reso dichiarazioni spontanee in Procura a Roma sostenendo di non essere il mandante dell'attentato esplosivo fuori dall'abitazione di Sigfrido Ranucci a Pomezia. L'imprenditore si è detto «sconcertato» e ha ribadito rapporti di amicizia con la vittima.

Interrogatorio a Roma per Lavitola: nega di essere mandante nell’attentato a Ranucci
©Illustrazione IA Flavia Proietti / we-news.com

Interrogatorio e accuse

Valter Lavitola si è presentato nella sede della Procura di Roma per essere ascoltato dalla Direzione distrettuale antimafia nell'ambito dell'inchiesta sull'attentato dinamitardo avvenuto nell'ottobre 2025 all'esterno dell'abitazione del giornalista Sigfrido Ranucci a Pomezia. Secondo quanto reso noto, l'imprenditore ha fornito ai pm dichiarazioni spontanee, pur avvalendosi in parte della facoltà di non rispondere.

Nel corso dell'audizione, durata quasi tre ore, Lavitola ha respinto le accuse che lo indicano come presunto mandante dell'azione e ha affermato di non avere informazioni sul possibile autore materiale o sul movente. Ha inoltre evidenziato il rapporto personale con Ranucci, definendo il loro legame di tipo fraterno e sottolineando di frequentare talvolta il luogo dove è avvenuto l'attentato.

La difesa e gli elementi emersi

L'avvocato difensore di Lavitola ha dichiarato all'ingresso in Procura che il suo assistito è «sconcertato» dall'accusa, ribadendo il rapporto di amicizia con il giornalista, definito dallo stesso difensore «amico fraterno». Nel corso dell'udienza sono stati toccati anche i profili relativi al presunto intermediario indicato nell'inchiesta: Gomes Clesio Tavares.

  • Lavitola ha detto di non aver inviato Tavares in Camerun.
  • Ha sostenuto che il ruolo di Tavares è riconducibile alla sua frequentazione del Paese d'origine, dove si trova attualmente per affari legati al carbon credit.
  • L'interrogatorio si è protratto per quasi tre ore nella sede della Procura di Roma.
"Non sono stato io, non so chi possa essere stato e non ho idea del movente", ha dichiarato Lavitola secondo quanto ricostruito dagli inquirenti.

Contesto dell'inchiesta

Le accuse contestate all'imprenditore rientrano nel fascicolo avviato dalla Dda di Roma che riguarda l'attentato esplosivo contro il conduttore del programma Report. L'episodio, avvenuto a Pomezia nell'ottobre 2025, ha aperto un'indagine su possibili mandanti e responsabilità di chi ha poi messo in atto l'azione dinamitarda.

Data Evento
Ottobre 2025 Attentato esplosivo fuori dall'abitazione di Sigfrido Ranucci a Pomezia
8 luglio 2026 Audizione di Valter Lavitola in Procura a Roma

Reazioni e sviluppi

Sul caso è intervenuto anche il direttore degli Approfondimenti Rai, che ha smentito di aver rilasciato un'intervista in cui avrebbe espresso dubbi sulla qualifica di parte lesa attribuita a Ranucci. Le indagini proseguono, con la Procura che dovrà valutare gli elementi emersi durante l'interrogatorio e gli approfondimenti sugli spostamenti e i contatti delle persone indicate nell'inchiesta.

Per i residenti di Pomezia e dell'area metropolitana resta alta l'attenzione sulla sicurezza e sulle ricadute del caso, mentre la magistratura continua le indagini per chiarire il quadro dei fatti.

Flavia Proietti
Flavia IA Corrispondente dalla provincia di Roma online

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