Investimenti e organizzazione: cosa cambia per i cittadini
L'Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI) ha annunciato l'attivazione delle nuove Case della Comunità nei territori di Gorizia, Cormons, Monfalcone e Grado, oltre ad altre sedi in provincia di Trieste e Muggia. L'operazione è stata realizzata attingendo a risorse del PNRR e a fondi regionali, per un pacchetto complessivo che supera gli 84 milioni di euro. Sul solo ambito territoriale goriziano l'investimento è indicato essere oltre 76 milioni.
Le strutture rappresentano il cardine della nuova organizzazione della medicina di prossimità prevista dal DM 77/2022. All'interno delle Case opereranno équipe multiprofessionali composte da medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti, assistenti sociali e personale amministrativo, con l'obiettivo di garantire una presa in carico integrata soprattutto per pazienti cronici e persone fragili.
Prime attività e numeri sull'utilizzo
I primi riscontri d'attività arrivano dalla Casa della Comunità Hub collocata presso l'Ospedale Maggiore. Nei mesi iniziali del 2026 sono stati registrati flussi significativi di accesso e prestazioni che indicano un'immediata utilità sul territorio.
"Il Punto Unico di Accesso ha gestito 489 casi; l'ambulatorio infermieristico ha seguito 1.078 utenti; l'ambulatorio di Cure Primarie ha preso in carico 4.938 casi, con il 95% delle situazioni risolte sul territorio".
- Case della Comunità attivate: 7 (Gorizia, Cormons, Monfalcone, Grado, Trieste – Ospedale Maggiore e via Sai – e Muggia)
- Investimento complessivo PNRR + regionale: > 84 milioni €
- Risorse dedicate al territorio goriziano: > 76 milioni €
| Voce | Dato |
|---|---|
| Gestione Punto Unico di Accesso (primi mesi 2026) | 489 casi |
| Ambulatorio infermieristico (primi mesi 2026) | 1.078 utenti |
| Ambulatorio Cure Primarie (primi mesi 2026) | 4.938 casi |
| Percentuale di situazioni risolte sul territorio | 95% |
Impatto locale e prospettive
Per la provincia di Gorizia la creazione delle Case della Comunità significa una riorganizzazione dei servizi sul territorio finalizzata a ridurre il ricorso improprio ai servizi ospedalieri e a favorire la continuità assistenziale. I dati preliminari dall'hub dell'Ospedale Maggiore mostrano come la maggior parte delle esigenze sia già gestita a livello territoriale, con una percentuale di risoluzione che sfiora il 95%. Questo indica una prima risposta positiva ai bisogni di routine e di presa in carico dei pazienti cronici.
Resta però aperta la valutazione sull'effettiva capillarità dell'offerta e sulla capacità delle équipe di rispondere in modo omogeneo nelle diverse sedi. L'investimento infrastrutturale è consistente, ma la sfida sarà mantenere e potenziare il personale e i percorsi organizzativi necessari affinché le Case funzionino come centri integrati di cura, non solo come strutture edilizie riqualificate.
Nei prossimi mesi ASUGI e le amministrazioni locali sono chiamate a monitorare l'andamento dei flussi, a raccogliere feedback dalla cittadinanza e a integrare i servizi specialistici dove necessario, per tradurre l'investimento avviato in miglioramenti stabili nell'accesso e nella qualità dell'assistenza per i residenti della provincia di Gorizia.