Comitati in rivolta e richieste alla Regione
I comitati Acqua Pubblica Napoli Nord e Coordinamento Acqua Bene Comune di Caserta e Provincia hanno lanciato un allarme sulle prospettive del servizio idrico che interessa direttamente i comuni del casertano. In una nota inviata alla presidenza della giunta regionale si denuncia un presunto buco da 255 milioni nella società coinvolta nella gestione del servizio e si contesta la richiesta di avvio della procedura di concordato preventivo per ITL Spa.
Le accuse dei comitati e i timori per le tariffe
Secondo le organizzazioni locali, la misura giudiziaria e la strategia di risanamento finanziario rischiano di tradursi in aumenti tariffari pesanti: i comitati parlano di rincari che arriverebbero al 46%, applicati anche in modo retroattivo per coprire debiti pregressi. Questo scenario, osservano gli attivisti, potrebbe consegnare il servizio idrico a grandi multiutility, con contratti di lungo periodo — fino a 30 anni — in mano a soggetti privati.
“Tariffe aumentate in modo retroattivo per pagare i debiti del passato”
I comitati richiamano la memoria del referendum del 2011 sul servizio idrico e sottolineano come la scelta politica locale e regionale, in passato orientata verso la ripubblicizzazione, rischi ora di essere ribaltata da scelte organizzative e societarie compiute negli ultimi anni.
Origini del problema e criticità locali
Nel comunicato si ricorda inoltre la frammentazione del sistema idrico campano: la scissione tra i distretti di Napoli e Napoli Nord avrebbe interrotto processi di integrazione metropolitana e impedito l'espansione di soluzioni pubbliche su scala più ampia. Secondo i comitati, la trasformazione del 2024 del Consiglio di distretto — che ha approvato una società mista con 45% di capitale privato — ha segnato un punto di svolta che ora espone i cittadini a decisioni prese senza adeguato confronto territoriale.
- 245-255 milioni indicati come fabbisogno/debito (fonte: comitati)
- 46% presunto aumento tariffario denunciato
- 45% quota di capitale privato nella società mista decisa nel 2024
Conseguenze e richieste immediate
I comitati chiedono alla Regione Campania, e in particolare al presidente della giunta, un confronto urgente per valutare le alternative alla strada del concordato e per esplorare soluzioni che tutelino il carattere pubblico del servizio. Sul tavolo ci sono questioni concrete per i cittadini del casertano: l'impatto sulle bollette, la qualità e la continuità del servizio e la governance del sistema idrico nella provincia.
Per le amministrazioni locali la situazione apre una fase di pressing politico e sociale. I consumatori e le associazioni chiedono trasparenza sui conti di ITL Spa, la verifica delle eventuali responsabilità gestionali e la garanzia che ogni intervento non scarichi il costo del risanamento sulle tariffe domestiche e industriali del territorio.
| Voce | Dato riportato |
|---|---|
| Presunto debito/buco | 255 milioni |
| Possibile rincaro tariffario | 46% |
| Quota capitale privato società mista | 45% (decisione 2024) |
La vicenda rimane in evoluzione: la richiesta formale di confronto dei comitati è già sul tavolo della Regione e i cittadini del Casertano attendono risposte chiare su come verranno gestiti i conti e tutelati i livelli essenziali del servizio idrico.