Fano rivendica un ruolo da protagonista nella sfida per il 2033
Si alza il livello del confronto sulla futura candidatura a Capitale europea della Cultura 2033 nel territorio provinciale. Il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, ha chiesto formalmente che il percorso sia costruito insieme a Pesaro e Urbino, dichiarando la disponibilità della città a candidarsi anche in autonomia qualora non si aprisse una reale regia condivisa. Al centro della polemica, il recente viaggio istituzionale a Bruxelles di rappresentanti di Pesaro e Urbino senza il coinvolgimento di Fano.
«La candidatura a Capitale europea della Cultura 2033 non può che essere a tre: Fano, Pesaro e Urbino... La nostra città potrebbe perfino rivendicare il ruolo di capofila o addirittura candidarsi da sola»
Secondo il primo cittadino fanese, Fano dispone di un panorama culturale completo che spazia dall’età romana all’architettura contemporanea, includendo riferimenti all’area archeologica collegata alla Basilica di Vitruvio e alla nuova biblioteca firmata dall’architetto Mario Cucinella. Un biglietto da visita che, nelle intenzioni dell’amministrazione, deve tradursi in pari dignità nella costruzione del dossier.
Il caso Bruxelles e la richiesta di metodo
A innescare la frizione è stata la missione a Bruxelles di esponenti di Pesaro e Urbino, tra cui Daniele Vimini per Pesaro e Lara Ottaviani per Urbino, che – stando al racconto di Serfilippi – non avrebbe previsto un coinvolgimento preventivo del Comune di Fano.
«Volevamo fare un gioco di squadra... Il risultato è che sono andati a Bruxelles da soli senza dirci nulla»
Il sindaco ribadisce di aver cercato un tavolo congiunto, anche in coerenza con le indicazioni regionali, e sollecita un percorso che metta tutte e tre le città sullo stesso piano. La partita, per Fano, non riguarda soltanto la valenza culturale, ma anche i criteri infrastrutturali e di mobilità, ambiti in cui la città rivendica un peso specifico per la sua posizione e le connessioni viarie.
Investimenti e priorità: «Numeri dalla nostra parte»
Serfilippi richiama l’impegno economico locale, citando oltre 30 milioni di euro di investimenti dedicati alla cultura a Fano. Una cifra evocata per sostenere la candidatura in posizione non subordinata e per chiedere che la governance del progetto sia realmente condivisa. Il ragionamento si inserisce nel solco di una visione che mira a un dossier competitivo, capace di valorizzare identità, luoghi e programmazione delle tre città.
La prospettiva di una candidatura «a tre» viene presentata come la soluzione più solida per rafforzare il posizionamento nazionale ed europeo del territorio, evitando sovrapposizioni e dispersioni. Al tempo stesso, Fano non esclude la strada autonoma qualora non maturi un accordo chiaro sulle regole del gioco.
Tempistiche e contesto politico
Alla luce del clima istituzionale, il sindaco propone di rinviare i passaggi più delicati a dopo il voto provinciale, per sottrarre la candidatura al rischio di strumentalizzazioni e restituirla a una dimensione di programmazione strategica. L’obiettivo dichiarato è costruire una cornice di lavoro in cui ruoli, responsabilità e calendario siano definiti con trasparenza tra i tre Comuni.
Il recente precedente di Pesaro Capitale italiana della Cultura ha mostrato le potenzialità del settore come volano economico e identitario per l’intera provincia. Proprio per questo, la definizione di un perimetro condiviso sul 2033 è considerata dirimente per mettere a sistema istituzioni culturali, reti museali, festival e infrastrutture, con benefici attesi per pubblico, operatori e imprese locali.
Cosa c’è in gioco per i residenti e per il territorio
- Chiarezza sul modello di candidatura: tri-città o singola città capofila.
- Impatto su finanziamenti, progettazione di eventi, infrastrutture e servizi culturali.
- Coordinamento tra Fano, Pesaro e Urbino per evitare iniziative parallele e competizione interna.
In attesa di un confronto formale tra le amministrazioni, Fano ha fissato la sua linea: pieno coinvolgimento nella regia del progetto e valorizzazione delle proprie eccellenze. La palla passa ora ai tavoli istituzionali, chiamati a trasformare l’ambizione locale in un percorso unitario e credibile a livello europeo.
Attori e posizioni in sintesi
| Città/Ente | Posizione dichiarata |
|---|---|
| Fano | Candidatura congiunta a tre o, in alternativa, disponibilità a procedere da sola; richiesta di metodo condiviso e pari ruolo nella governance. |
| Pesaro | Presenza a Bruxelles tramite Daniele Vimini; focus su percorso europeo con Urbino. |
| Urbino | Presenza a Bruxelles tramite Lara Ottaviani; coinvolgimento nella traiettoria con Pesaro. |
Il dibattito è aperto, ma il messaggio che arriva da Fano è netto: senza una cornice partecipata, la città è pronta a far valere il proprio profilo culturale e gli investimenti già messi a terra per giocare la partita del 2033 da protagonista.