Colpo alla rete economica dei Casalesi: imprese usate per riciclare proventi
Un'operazione coordinata dalla DDA di Napoli e affidata al Centro Operativo DIA di Napoli ha interessato le province di Caserta e Napoli nelle prime ore del mattino. Le attività investigative hanno portato all'esecuzione di 22 misure cautelari e al sequestro di 14 imprese, tra bar, gelaterie, sale scommesse e stabilimenti balneari, per un valore complessivo stimato in 2 milioni di euro.
Dalle indagini emerge come la fazione Russo-Schiavone, riconducibile agli eredi di Giuseppe Russo (detto "Peppe 'o Padrino") e legata alla rete di Francesco "Sandokan" Schiavone, abbia scelto il comparto turistico e ricreativo per ripulire denaro proveniente da attività illecite, in particolare lo spaccio di sostanze stupefacenti. Le attività accertate erano operative in diversi centri della provincia, tra cui Aversa, Casal di Principe e Castel Volturno, oltre a stabilimenti individuati nell'area metropolitana partenopea.
Due livelli di criminalità: affari e violenza
Le risultanze investigative descrivono un duplice profilo dell'illecito: da una parte la costruzione di un apparato imprenditoriale volto al riciclaggio e alla gestione di guadagni illeciti; dall'altra, la persistenza di pratiche estorsive e di controllo tramite squadre di pestaggio, impiegate per imporre il pagamento di debiti di gioco o per affermare l'egemonia del clan in caso di presunti torti all'onore della famiglia camorristica.
- Settori colpiti: bar, gelaterie, sale scommesse, stabilimenti balneari;
- Zone interessate: Aversa, Casal di Principe, Castel Volturno e aree della provincia di Napoli;
- Forze impiegate: circa 200 operatori sul territorio.
Secondo l'ordinanza emessa dal gip di Napoli su richiesta della DDA, per 11 dei 22 destinatari è stato disposto il carcere. Le persone coinvolte sono indagate, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere di stampo camorristico connessi alle attività della fazione Russo.
Impatto locale e prossimi passi
Per le città della provincia interessate, lo smantellamento di questa rete implica conseguenze pratiche e immediate: il sequestro delle attività potrà ridistribuire sul mercato locali esercizi ora sotto controllo illecito, ma lascerà anche questioni aperte sui rapporti di lavoro, sui fornitori e sui clienti degli esercizi coinvolti. Le indagini mirano inoltre a fare luce sui canali finanziari usati per introdurre capitali illeciti nell'economia legale.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Misure cautelari | 22 |
| Aziende sequestrate | 14 |
| Valore sequestri | 2 milioni di euro |
| Operatori impiegati | 200 |
| Detenuti destinatari del carcere | 11 |
La DDA e gli organi investigativi proseguiranno le attività per definire compiutamente ruoli, responsabilità e le eventuali connessioni con altre articolazioni del clan. Per i cittadini resta l'esigenza di monitorare gli sviluppi giudiziari e le ricadute sul tessuto economico locale, in particolare nei settori turistico e della ristorazione.
Gli atti dell'operazione rappresentano un segnale di attenzione verso l'infiltrazione della criminalità organizzata nel settore turistico-ricreativo, settore da sempre centrale per l'economia della costa campana e dei comuni coinvolti.