Indagine aperta dopo la tragedia ai Bagni Segesta
La Procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati i due titolari dello stabilimento balneare Segesta di Sestri Levante, a seguito della morte di una bambina di 11 anni originaria della provincia di Bergamo. L’ipotesi contestata è omicidio colposo. La piccola è rimasta coinvolta in un incidente all’interno della piscina della struttura e il caso ha immediatamente attivato controlli giudiziari e tecnici.
Il procedimento è coordinato dal sostituto procuratore Fabrizio Givri, che ha disposto l’autopsia. Gli indagati, un uomo e una donna, sono assistiti dagli avvocati Claudio Zadra e Angelo Paone.
Ricostruzione iniziale e interventi di soccorso
Secondo quanto ricostruito nelle prime ore, la bambina sarebbe stata trattenuta sott’acqua dal bocchettone di aspirazione della vasca. A dare l’allarme sarebbe stato un altro minore che, accortosi dell’anomalia, ha richiamato l’attenzione degli adulti. Il gestore dello stabilimento si è tuffato e ha provato a liberarla tagliando i capelli rimasti impigliati nel condotto. Resta da chiarire per quanto tempo la piccola sia rimasta in immersione prima dei soccorsi.
La piscina è stata posta sotto sequestro per consentire accertamenti tecnici sul funzionamento dell’impianto. Dalle informazioni raccolte risulta che la vasca, di dimensioni contenute e profonda circa un metro, non prevedeva la presenza fissa di un assistente bagnanti: un profilo che sarà valutato dagli inquirenti in relazione al complesso delle misure di prevenzione adottate.
Norme regionali e segnaletica: cosa si sta verificando
Le attività d’indagine, affidate anche alla Capitaneria di porto di Santa Margherita Ligure, si concentrano su più fronti. In primo piano c’è il rispetto delle disposizioni regionali che vietano l’uso delle piscine a chi ha meno di 12 anni se non accompagnato. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato l’assenza, nello stabilimento, del cartello che richiama in modo esplicito tale prescrizione. Si tratta di elementi che, insieme alla verifica dei dispositivi di aspirazione e della segnaletica di sicurezza, confluiranno nella relazione tecnica a supporto dell’inchiesta.
- Rispetto delle regole sui minori in piscina e relative indicazioni al pubblico.
- Conformità e stato dei sistemi di aspirazione e delle griglie.
- Esigenza o meno dell’assistente bagnanti in relazione alle caratteristiche della vasca.
Tempi dell’inchiesta e decisioni della famiglia
Il magistrato ha disposto l’autopsia, programmata per martedì. Solo dopo tale esame sarà autorizzato l’espianto degli organi, in linea con la volontà espressa dai familiari. La fase tecnico-scientifica riveste un’importanza decisiva per chiarire dinamica e nessi causali tra il comportamento dei singoli e l’eventuale malfunzionamento dell’impianto.
| Atto | Stato |
|---|---|
| Iscrizione nel registro indagati | Due titolari |
| Ipotesi di reato | Omicidio colposo |
| Autopsia | Fissata per martedì |
| Sequestro vasca | Disposto |
| Autorità titolare | Procura di Genova |
Impatto locale e sicurezza delle strutture
L’episodio riapre il tema della sicurezza nelle piscine collegate agli stabilimenti balneari della riviera. La stagione estiva porta un afflusso consistente di famiglie e minori, e la gestione del rischio richiede attenzione continua: dalla manutenzione degli impianti di ricircolo alla segnaletica ben visibile, fino alla valutazione delle misure di vigilanza più idonee in relazione a dimensioni e profondità delle vasche. Gli inquirenti hanno già avviato verifiche puntuali su questi aspetti, che potrebbero tradursi, nelle prossime settimane, in richiami o indicazioni operative per gli operatori del settore.
Pur in assenza, al momento, di conclusioni definitive, la verifica del rispetto delle regole sui minori e dell’adeguatezza dei dispositivi anti-rischio è centrale per comprendere se e dove la catena della prevenzione si sia spezzata. Le risultanze peritali indicheranno inoltre se siano necessari adeguamenti o interventi correttivi più ampi, con ricadute che potrebbero interessare altre strutture analoghe in provincia.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
Con l’autopsia e i sopralluoghi tecnici, la Procura potrà delineare un primo quadro delle responsabilità. Nel frattempo, il sequestro della piscina rimarrà in vigore per consentire tutte le verifiche. Gli avvocati Claudio Zadra e Angelo Paone, che assistono i gestori, potranno nominare consulenti di parte per partecipare agli accertamenti. L’obiettivo è acquisire elementi oggettivi sulle cause dell’incidente e sulle misure presenti in struttura al momento dei fatti.
La comunità di Sestri Levante e dell’area metropolitana segue con apprensione l’evolversi del caso. La tragica scomparsa di una bambina in uno spazio dedicato al tempo libero interroga tutti — istituzioni, operatori turistici e famiglie — sull’importanza di prevenzione e controlli puntuali. Saranno gli atti dell’indagine a fissare i contorni giuridici dell’accaduto; resta intanto la necessità, per il territorio, di rafforzare ogni presidio utile a evitare che eventi simili possano ripetersi.