Centri commerciali a cielo aperto o vetrine vuote: il Corso sotto osservazione
Continua il dibattito sul futuro commerciale di Ancona e in particolare di corso Garibaldi, dove la presenza di grandi insegne e la qualità dei negozi costituiscono un tema sensibile per residenti, commercianti e proprietari. Intervistato sul tema, l'immobiliarista e amministratore dell'ex cinema Metropolitan Mario Campanella ha ricostruito alcuni elementi che, a suo avviso, spiegano lo spopolamento del Corso senza però attribuire la responsabilità univocamente al livello dei canoni.
Campanella afferma che l'eventuale partenza di catene come H&M "non è per il canone" e sottolinea come nel tempo si siano registrate forti oscillazioni nei prezzi dei locali commerciali che oggi rendono difficile trovare un equilibrio tra domanda e offerta. La sua analisi distingue tra affitti stabiliti in fasi di mercato favorevoli ai proprietari e situazioni recenti in cui i canoni sono più bassi, creando tensioni sulla sostenibilità delle attività.
«Una volta gli affitti andavano anche sui 50 euro al metro quadro... ci sono anche delle punte di 60 o addirittura 70 euro al metro quadro, ma questi sono prezzi da via Condotti. Ancona non è Roma e non è Milano».
Dal racconto emergono alcune cifre citate dallo stesso Campanella che aiutano a leggere il quadro attuale: affitti che in passato potevano attestarsi su 50 €/m², dati più recenti tra 25 e 30 €/m² e picchi fino a 60-70 €/m². Questi valori, se confermati su larga scala, implicano una forte disomogeneità che rischia di allontanare attività che non reggono aumenti bruschi dopo i primi anni di vita del contratto.
- Contratti firmati in fasi favorevoli ai proprietari ora difficili da sostenere per gli esercenti.
- Oscillazioni di canone tra 25 e 70 €/m² citate come esempio di mercato non omogeneo.
- La possibile partenza di grandi insegne non viene ricondotta esclusivamente al canone, ma a scelte di rete commerciale.
Per i residenti e gli operatori la questione è pratica: locali sfitti e vetrine vuote incidono sulla vivibilità, sulla sicurezza percepita e sul flusso di clienti verso le attività rimaste. Campanella sottolinea inoltre il ruolo del buon senso tra locatori e conduttori: «dopo sei anni la proprietà può chiedere aumenti anche importanti» e tale scelta, se non bilanciata, può costringere l'attività a chiudere o trasferirsi.
| Voce | Valore citato |
|---|---|
| Affitti passati (esempio) | 50 €/m² |
| Affitti recenti medi | 25–30 €/m² |
| Punte indicate | 60–70 €/m² |
Nonostante le preoccupazioni, Campanella afferma che per l'ex Metropolitan la situazione è diversa: la famiglia che gestisce gli spazi sostiene di praticare canoni «molto al di sotto della media del Corso», riducendo così la pressione per gli esercizi insediati in quei locali. Tale scelta evidenzia come la politica di gestione degli immobili possa fare la differenza nel mantenere viva la rete commerciale urbana.
Per le istituzioni locali e per chi lavora nel commercio resta aperto il nodo delle regole e degli strumenti per evitare che il Corso si trasformi progressivamente in una via a bassa vocazione commerciale: la sfida è trovare misure che favoriscano equilibrio tra redditività immobiliare e sostenibilità delle attività, senza forzare un confronto tra mercati urbani molto diversi come quelli di Ancona, Roma o Milano.