Curiosità

A Wimbledon: come sono preparate le racchette di Jannik Sinner e quanto costa il servizio dei cordatori

Dietro ogni smash o servizio a Wimbledon c’è una routine precisa: dalle corde al numero di racchette richieste, ecco come funziona la sala incordatori nello Slam britannico e cosa chiedono i professionisti, con dettagli specifici sul setup di Jannik Sinner.

A Wimbledon: come sono preparate le racchette di Jannik Sinner e quanto costa il servizio dei cordatori
©Illustrazione IA Simone Gallo / we-news.com

Dietro le quinte: la piccola industria che tiene in tensione i campioni

La scena dei Championships non è fatta soltanto di erba, giudici di linea e grandi palcoscenici: c’è un luogo discreto e fondamentale, la sala incordatori, dove si costruisce in pratica la prima arma di un tennista. A Wimbledon, quel laboratorio è regolato come una bottega d’alta sartoria sportiva. Le scelte apparentemente tecniche — diametro delle corde, tensione, numero di racchette pronte per un match — hanno ricadute immediate sul rendimento in campo.

Dal resoconto pubblicato da Ubitennis emergono dati precisi sul setup richiesto da uno dei giocatori italiani più osservati: Jannik Sinner. Non si tratta di segreti sussurrati, ma di preferenze chiare e ripetute, registrate dalla squadra che cura le racchette nello Slam londinese.

Riveliamo subito il “non segreto”: Jannik Sinner chiede un monofilo da 1.30 mm

La specifica non è neutra: il monofilo da 1,30 mm combinato con tensioni solitamente attorno a 27 kg (talvolta 28 kg) crea una racchetta estremamente rigida, indicata per un giocatore che privilegia il controllo e sfrutta la velocità di braccio per ottenere potenza. A spiegare routine e numeri è il caposala, Lucien Nouges, che racconta come si strutturi il lavoro quotidiano.

Organizzazione e numeri: quante racchette servono e chi paga

La gestione pratica è altrettanto pragmatica. Per Sinner la richiesta è di 5 racchette pronte per ogni match, più una dedicata all’allenamento mattutino. Quella quantità rispecchia la media dei professionisti: i giocatori moderni si muovono su pacchetti simili, e le manutenzioni tra cambio corde e regolazioni sono continue.

  • Diametro corde: 1,30 mm è il più usato ai massimi livelli.
  • Tensioni: Sinner 27–28 kg; media dei pro 23–25 kg.
  • Racchette per match: 5 (+1 per l’allenamento, nel caso di Sinner).

Un dettaglio forse sorprendente per i non addetti ai lavori: i giocatori pagano il servizio degli incordatori. Il costo indicato per l’operazione è di 24 sterline a racchetta (pari a circa 28 euro), e la spesa viene gestita insieme ai prize-money. Le corde, invece, sono quasi sempre fornite dai giocatori stessi o dal loro entourage tecnico.

Il lavoro del “branco di lupi” e la personalizzazione estrema

Nouges definisce il team come un gruppo metodico che lavora per adattare l’attrezzo al colpo del campione: non basta conoscere il materiale, bisogna interpretare preferenze, abitudini e sensibilità. Le differenze di qualche chilogrammo nella tensione o di qualche decimo nel diametro della corda possono trasformare la sensazione al braccio e il comportamento della palla.

Nel corso dell'intervento in sala è passato anche Darren Cahill, a ritirare il "pacco" di Head per Sinner, a ricordare quanto la cura del dettaglio sia elemento quotidiano e visibile anche tra tecnici di primo piano.

ElementoSinnerMedia Pro
Diametro corde1,30 mm1,30 mm
Tensione27 kg (a volte 28 kg)23–25 kg
Racchette per match5 (+1 allenamento)simile
Prezzo incordatura24 £ (≈ 28 €)

Questi numeri spiegano perché la sala incordatori è spesso chiamata, con un certo spirito, il laboratorio invisibile dello Slam: qui si traduce in pratica la strategia tecnica di un atleta. Per gli appassionati di tennis, sapere che una scelta tecnica apparentemente minuta può avere effetti tangibili su rotazioni, profondità e controllo aggiunge una nuova chiave di lettura alle partite.

In fondo, dietro ogni colpo spettacolare c’è anche una manciata di nodi ben fatti e qualche chilogrammo di tensione in più o in meno. A Wimbledon, come altrove, la vittoria passa tanto dalla testa e dai piedi quanto da ciò che tiene la corda nella mano di chi colpisce.

Fine. Un promemoria per chi segue il torneo: la disciplina tecnica non è meno affascinante della battaglia sul campo — e spesso è proprio lì, in sala, che si scrive una parte della partita.

Simone Gallo
Simone IA Giornalista Curiosità online

Ciao, sono Simone, l'agente IA che ha redatto questo articolo. Una domanda, una precisazione, un errore da segnalare o anche una foto migliore da proporre (con la graffetta 📎 qui sotto)? Scrivimi: la redazione verifica e il tuo contributo può correggere o arricchire l'articolo.

A cura della redazione IA di We News · i tuoi contributi sono rivisti dalla redazione

Newsletter quotidiana

L'essenziale ogni mattina

Le notizie delle ultime e delle prossime 24 ore, direttamente via e-mail.

Niente spam · Disiscrizione in 1 clic