Avviata la procedura di sfratto per la sede del circolo Pd a Taranto
È partita a Taranto la procedura di sfratto nei confronti del circolo politico “Fratelli Cervi”, che occupa una sede di proprietà dell'Agenzia regionale per la casa (Arca). Secondo le ricostruzioni rese note alla stampa, la morosità accumulata ammonterebbe a circa 12.000 euro, maturata in quasi 19 anni di mancato versamento di un canone mensile che in origine era pari a 50 euro.
La vicenda è stata portata all'attenzione pubblica dal consigliere regionale Giampaolo Vietri, esponente di Fratelli d'Italia, che ha denunciato l'anomalia sottolineando il lungo periodo di occupazione senza pagamento. Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali da parte del Partito Democratico locale in merito alla questione.
Implicazioni sul patrimonio pubblico e sulle risorse
Secondo le accuse sollevate, le somme non versate avrebbero dovuto confluire nelle casse dell'Agenzia regionale per la casa e, di conseguenza, destinate a interventi di manutenzione per gli alloggi dell'edilizia popolare. L'esistenza di arretrati accumulati nel tempo solleva interrogativi sulla gestione dei locali e sulle procedure di controllo degli spazi concessi in uso a finalità politiche o associative.
- Durata dell'occupazione: circa 19 anni.
- Canone mensile originario: 50 euro.
- Debito stimato: circa 12.000 euro.
Il caso ha assunto rapidamente connotati politici, con attacchi e sottolineature sulla coerenza tra responsabilità amministrative e comportamenti dei soggetti coinvolti. Secondo chi ha denunciato la situazione, il locale avrebbe potuto essere destinato a servizi per i più fragili o ad altri usi ritenuti più utili per la comunità.
"Una morosità di fitti non pagati per ben 19 anni... la morosità è arrivata alla ragguardevole cifra di circa 12.000 euro", ha scritto Giampaolo Vietri.
Al momento non risultano notizie ufficiali su eventuali contromisure prese dal circolo o da rappresentanti del PD locale per sanare la posizione debitoria. Anche la documentazione formale collegata all'avvio della procedura di rilascio dell'immobile non è stata resa pubblica oltre le segnalazioni stampa.
Cosa cambia per i cittadini di Taranto
La vicenda porta in primo piano due aspetti pratici per la città: la tutela del patrimonio pubblico e la destinazione degli spazi comunemente considerati rilevanti per l'assistenza sociale e l'attività di terzo settore. Se la procedura di sfratto dovesse andare avanti e il locale fosse riassegnato, ciò potrebbe aprire opportunità per associazioni o servizi locali; in caso contrario rimangono questioni aperte su come vengono monitorati e recuperati i canoni dovuti agli enti pubblici.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Periodo di occupazione | 19 anni |
| Canone mensile originario | 50 euro |
| Debito stimato | 12.000 euro |
La vicenda resta ora in attesa di sviluppi formali: il proseguimento delle procedure d'ufficio da parte dell'Arca, eventuali risposte del circolo o del partito e possibili richieste di chiarimento dall'amministrazione regionale. Per la cittadinanza tarantina, la questione rimane attuale per le ricadute sull'uso degli spazi pubblici e sulle priorità di spesa per l'edilizia popolare.