Proposta e contesto
I consiglieri di minoranza a Stresa hanno rilanciato l'ipotesi di istituire un centro di recupero per animali selvatici (Cras) nell'area dell'Alpino, dove un tempo sorgeva il vivaio forestale della Regione. L'idea è stata avanzata in risposta alla lettera inviata ai comuni dal presidente della Provincia e prende in considerazione la posizione favorevole dell'area rispetto alla stazione intermedia della funivia del Mottarone e al giardino Alpinia.
Perché la proposta è stata avanzata
La scelta dell'Alpino viene motivata dalle forze di opposizione con ragioni sia pratiche sia formative: la vicinanza alle infrastrutture di salita al Mottarone e al giardino botanico renderebbe possibile una sinergia tra attività di recupero, didattica e visite pubbliche. Nel Vco, infatti, gli interventi di soccorso alla fauna non sono rari: secondo i dati citati, gli animali recuperati ogni anno superano le 500 unità, tra mammiferi e uccelli, soccorsi da polizia provinciale, carabinieri forestali e vigili del fuoco.
Risposte del sindaco e vincoli esistenti
Il sindaco di Stresa ha accolto la proposta con cautela, sottolineando la necessità di verificare gli aspetti giuridici, logistici e strutturali prima di esprimere un giudizio sulla sua fattibilità. Ha inoltre ricordato che la realizzazione di un progetto del genere non rientra, al momento, tra le priorità dell'amministrazione comunale, che è impegnata su altre questioni urgenti.
«Non sono persona da annunci preventivi.»
Sul piano pratico, un vincolo rilevante è che l'area dell'ex vivaio forestale non è immediatamente disponibile: è in concessione dal 2013 e la durata citata della concessione è di 15 anni. La struttura è attualmente utilizzata dall'azienda agricola L'Olmo di Armeno, che cura anche la custodia e la manutenzione del giardino Alpinia, e la concessione proseguirà fino all'anno prossimo.
Impatto locale e punti critici
Per la provincia la questione è rilevante sotto più profili:
- Tutela della fauna: l'assenza di un Cras comprensoriale lascia scoperte funzioni di pronto soccorso per animali selvatici vittime di incidenti o malattie;
- Valenza educativa e turistica: un centro con attività didattiche collegato al giardino Alpinia potrebbe attrarre scuole e visitatori, valorizzando il versante del Mottarone;
- Vincoli amministrativi: la presenza di una concessione in essere e la necessità di studi di fattibilità rendono la proposta non immediatamente realizzabile.
Dati essenziali
| Voce | Dato |
|---|---|
| Animali soccorsi all'anno | oltre 500 |
| Durata concessione area ex vivaio | 15 anni (concessione avviata nel 2013) |
| Disponibilità dell'area | In uso all'azienda agricola fino all'anno prossimo |
Prossimi passi e conseguenze pratiche
Per procedere servirebbero approfondimenti tecnici e giuridici sull'area dell'Alpino, un'analisi dei costi di allestimento e gestione del Cras, nonché un confronto con la Provincia e le forze dell'ordine e dei soccorsi che quotidianamente intervengono sulla fauna. Anche la temporanea indisponibilità della struttura vincola i tempi: l'uso in concessione durerà fino all'anno successivo, il che impedisce interventi immediati.
Se valutata positivamente e realizzata, la struttura potrebbe colmare un vuoto operativo nel territorio e offrire opportunità di educazione ambientale; se esclusa, resta aperta la questione di come garantire un servizio di pronto soccorso per i numerosi casi di fauna che richiedono intervento ogni anno.
La proposta verrà ora sottoposta a verifiche tecniche e amministrative; la discussione in consiglio comunale e i rilievi della Provincia determineranno i tempi e le modalità di eventuali passi successivi.